Cronaca

FIRME FALSE O FALSIFICATE? - La questione si complica. Perché Mellone si arroventa e Maccagnano lo spegne

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NARDO' - Un articolo apparso su Repubblica (lo potete leggere QUI) ha rivelato una vicenda inquietante i cui ulteriori aspetti non sono ancora del tutto delineati. Infatti ci sono e ci saranno sviluppi. Poi il sindaco Pippi Mellone, evidentemente tirato in ballo, risponde. Ma la risposta viene smantellata dal suo interlocutore "a distanza", il consigliere comunale Paolo Arturo Maccagnano. Ecco la sequenza dei fatti.

QUI l'articolo di Repubblica cui seguono diversi "ritorni" sulle testate locali.
Pippi Mellone risponde quasi ovunque allo stesso modo. Ma noi citiamo le sue dichiarazioni rilasciate al Corriere Salentino perché, di fatto, dice che se anche fosse stato commesso un reato (!) questo sarebbe ormai prescritto.
Pronunciate da un sindaco sono parole che fanno impressione: “Il consigliere Paolo Arturo Maccagnano, dopo 5 anni, si è reso conto di essere stato candidato ed eletto a sua insaputa (Scaiola, al suo cospetto, è un dilettante). Casualmente giusto dopo essere uscito dalla maggioranza ed essere stato trombato dalla presidenza dell’Asi (per cui era incompatibile). L’unica cosa falsa in questa città è l’opposizione. Provvederò a querelare questi 4 calunniatori.
È l’ultima arma di una opposizione morente che, come Trump, si è ridotta a pretendere di poter ribaltare l’esito del voto democratico. L’ex presidente degli Stati Uniti almeno lo ha fatto immediatamente, a urne praticamente aperte. Questi, con calma, dopo 5 anni”.

Paolo Arturo Maccagnano, però, ha argomenti da spendere a suo favore: Le dichiarazioni del sindaco Mellone apparse ieri sugli organi di stampa risultano, come al solito, strampalate, fuorvianti e del tutto lontane dalla realtà dei fatti, Mellone sembra come un pesce appena pescato che giace sulla barca e sbattte nervosamente perché gli manca l’ossigeno...

E’ bene chiarire che, a differenza di quanto vuole far credere il sindaco Mellone, sono venuto a conoscenza dei reati che ho denunciato solo in seguito ad una lettera recapitata, nel mese di ottobre del 2020, ai colleghi consiglieri comunali del PD, come correttamente riportato da diverse testate giornalistiche.

La questione portata all’attenzione della Procura della Repubblica, chiaramente, non è l’essere stato candidato a mia insaputa ma la presenza di molteplici firme false sui moduli di candidatura a consigliere, depositati presso l’ufficio elettorale del Comune di Nardò. Io e gli altri querelanti abbiamo, certamente, firmato un modulo di candidatura ma qualcuno quel modulo lo ha sostituito, sicuramente, perché non era conforme alla normativa vigente, preferendo apporre delle firme false dichiarandole autentiche, anziché far nuovamente sottoscrivere la documentazione dai diversi candidati.

A mio avviso il sindaco Mellone invece di fare affermazioni offensive e poco pertinenti, dovrebbe, per correttezza e trasparenza verso i cittadini, chiarire se le firme autografe apposte a suo nome e con il suo timbro di consigliere comunale, accanto alle nostre firme false, al fine di attestarne l’autenticità, sono anch’esse false o sono effettivamente le sue. In entrambi i casi siamo di fronte a dei fatti gravissimi che il sottoscritto in qualità di consigliere comunale, una volta esserne venuto a conoscenza, non poteva fare a meno di denunciare.

Ing. Paolo Arturo Maccagnano
Consigliere Comunale della Città di Nardò
Gruppo Consiliare Grande Nardò