Cronaca

A Nardò monta la protesta dei medici di famiglia. Arriva una risposta sul Pfizer

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NARDO' - C'è tumulto, agitazione, preoccupazione. Le parole della dottoressa rispecchiano il pensiero di molti colleghi. Ma arriva, subito dopo, la risposta del direttore del distretto.

L’hub allestito dal distretto socio-sanitario nella zona industriale neritina ha competenza su un territorio che conta circa centomila abitanti e comprende i comuni di Copertino, Galatone, Leverano, Nardò, Porto Cesareo e Seclì. Ogni giorno vengono effettuati circa 400 vaccini ad un ritmo infernale.

Ma dal circuito della vaccinazione vengono esclusi, al momento ed inspiegabilmente, i medici di famiglia nonostante un protocollo firmato l’otto aprile.
La dottoressa Antonella Vergari parla anche a nome di molti colleghi: “Una mia giovane paziente – spiega - affetta da malattia rara, è stata chiamata da Bari per la vaccinazione perché io non sono ancora riuscita ad assicurarle la sua dose. I pazienti fragili, cioè diabetici, cardiopatici scompensati, chi soffre di malattie rare o neurologiche ma anche gli allettati o difficilmente trasportabili che dovevano essere i primi ad essere protetti con la vaccinazione, sono diventati gli ultimi. Noi medici di medicina generale abbiamo dato la nostra disponibilità a vaccinare e non abbiamo risposte da dare alle decine di pazienti che giornalmente telefonano o vengono nostro ambulatorio”.
Il medico parla di molte decine di telefonate al giorno, invocazioni, recriminazioni.

“Ci si chiede perché gli hub vaccinali vengano riforniti di dosi che vengono somministrate non sempre con criteri univoci e razionali – conclude Vergari - e noi non riusciamo ad ottenere quanto previsto dagli accordi nazionali e provinciali. Crediamo che sia più opportuno che il medico di medicina generale si dedichi alla vaccinazione dei soggetti fragili che conosce, che può vaccinare in ambulatorio o in strutture preposte, senza ansia, senza affollamenti, senza esposizioni, senza tenerli al freddo di un capannone industriale”.

Dopo questo sfogo, legittimo, arriva la risposta richiesta al direttore del distretto, Oronzo Borgia.
"In effetti fino ad ora è stato poco disponibile il vaccino Moderna che era destinato ai Mmg. Le cose dovrebbero migliorare in quanto la Direzione Generale ha deciso di porre a loro disposizione il vaccino Pfizer".