NARDO' - La “lezione” di storia non piace al sindaco di estrema destra. Che “banna” il professore e ne cancella il commento.
A Nardò non è semplice incrinare il muro infrangibile che l’apparato addetto alla comunicazione ha innalzato davanti al sindaco Pippi Mellone. Tutto è monodirezionale: si comunica solo in uscita. Non c’è mai stata, in cinque anni di attività politica, una sola conferenza stampa con domande e risposte.
Il profilo social “Pippi Mellone Sindaco”, infine, è blindato al punto che ogni commento sgradito (o che non contenga l’esclamazione passe-partout “bravo sindaco!”) viene cancellato. Esiste persino una comunità social (Gioventù Bannata) nella quale tutti gli esclusi si divertono, con l’ironia dei meme, a ritrovarsi in circolo a socializzare le esperienze, tipo gli alcolisti anonimi. Stavolta, però, la “vittima” è veramente illustre: un prof universitario molto noto nel mondo accademico.
Tutto avviene il 25 aprile quando Mellone si avventura in un minestrone dei suoi, celebrando nella stessa giornata un partigiano ed un milite della Repubblica sociale italiana. Come suo solito un tentativo di “andare oltre”. Anche il buonsenso ed il significato della Storia.
Giorgio Metafune, professore ordinario di Matematica all’Unisalento, già direttore del dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi”, ha provato a farglielo capire con un post educatissimo: “non è il giorno della pacificazione (inventata) né quello per ricordare i nostri cari, che è il due novembre. È, invece, l’anniversario della liberazione dal fascismo”.
Durato poco anche lui, come tanti altri. Evidentemente la piccola “bestia” messa in piedi a Nardò è democratica, esclude chiunque il cui pensiero non sia gradito al sindaco. Metafune si è ritrovato, così, nel girone dei bannati.