PORTO CESAREO - Chiarimento del sindaco, Silvia Tarantino, circa il consiglio comunale del 30 aprile scorso, inerente l’approvazione del Bilancio di Previsione 2021/2023.
“Si è trattato di un’assise fortemente condizionata dalla sentenza che costringe il comune di Porto Cesareo a pagare alla società Ambiente e Sviluppo la somma di circa 1.600.000 euro.
Il debito che risale al periodo tra il 2006/2008, è dovuto al fatto che la società che allora gestiva la raccolta rifiuti sul nostro territorio non avrebbe corrisposto ad Ambiente e Sviluppo gli oneri di smaltimento RSU (rifiuti solidi urbani). Ambiente e Sviluppo ha provato ad insinuarsi nell'azione esecutiva contro la società di raccolta dei rifiuti, ma non ha ottenuto nulla, e solo successivamente ha agito nei confronti del Comune, come previsto dalla legge, ottenendo dal giudice di primo grado il riconoscimento della sussistenza del vincolo di solidarietà passiva. Si tratta però di una sentenza di un giudice monocratico ed ora attendiamo fiduciosi la pronuncia del Collegio in appello, anche sull'inibitoria. Stiamo seguendo con attenzione la vicenda, ereditata dal passato, da un punto di vista legale.
In via cautelativa abbiamo accantonato la sorte capitale, la specifica è giunta in comune dopo l'approvazione del bilancio in Giunta.
Pertanto, la Giunta, venendo meno l’elemento dell’arricchimento dell’ente, in quanto il Comune riversava quelle somme direttamente alla ditta responsabile della raccolta dei rifiuti sul territorio, ha deciso di dare mandato ai legali ricorrendo in appello, di chiedere la sospensiva, inserire la somma nel Bilancio di Previsione 2021/2023 (in quanto somme dovute come da sentenza), e procedere con eventuale transazione.
Sicuramente questa sentenza inciderà sull'attuale bilancio di previsione e su quello dei prossimi due anni, ma come sempre affronteremo fiduciosi anche questo problema come tanti altri in passato”.
Silvia Tarantino