NARDO' - La campagna elettorale continua senza sosta ma oltre ai candidati che vi guardano dai manifesti c'è di più. Ci sono gli argomenti. Ecco il secondo, dopo il primo riguardante gli idrovolanti a Santa Maria al Bagno, che interessa un tema molto odoroso: cosa fare dei reflui fognari depurati?. Abbiamo fatto una domanda ai candidati alla carica di sindaco.
D.: Alla luce della bocciatura ministeriale del progetto "scarico zero", proposto dall'Amministrazione comunale e sostenuto dalla Regione Puglia, quale ritieni possa essere la soluzione per lo smaltimento o il riutilizzo dei reflui di fognatura di Nardò e Porto Cesareo?
R.: Anche su questo tema la nostra coalizione ha le idee molto chiare. Le priorità devono essere principalmente due: garantire il recupero dell'acqua, che è una risorsa preziosa e sempre più scarsa sul nostro territorio, ed evitare il ricorso alla condotta sottomarina, che è una soluzione ormai superata.
Questioni così complesse richiedono serietà nell'approccio, che deve essere scevro da ogni fine o interesse elettorale. Solo in questo modo è possibile garantire un confronto sulle idee, con progetti e visioni concrete, a cui non può mancare l'apporto fondamentale da parte dei tecnici.
Ad oggi i reflui non depurati (tabella 1) vengono sversati in mare, con tanto di divieto di balneazione, e il progetto di "scarico zero" presentato dall'attuale amministrazione è stato bocciato dal Ministero.
È necessario riconvocare la conferenza dei servizi con tutti gli enti interessati, per individuare la soluzione che possa mediare tra la posizione del Ministero e i progetti ad oggi sul tavolo. Per fare questo è opportuno rivedere e approfondire gli studi già fatti, al fine di scongiurare un nuovo diniego dagli uffici ministeriali.
Occorre agire in tempi brevissimi per evitare che lo sversamento continui ancora sulla battigia, determinando il divieto di balneazione anche per questa stagione.
Dovremmo tutti lasciare da parte i contrasti e giungere il prima possibile ad un sistema di depurazione efficiente, garantendo la tutela del mare e del suolo.
Carlo Falangone