NARDO' - La campagna elettorale continua senza sosta ma oltre ai candidati che vi guardano dai manifesti c'è di più. Ci sono gli argomenti. Ecco il secondo, dopo il primo riguardante gli idrovolanti a Santa Maria al Bagno, che interessa un tema molto odoroso: cosa fare dei reflui fognari depurati?. Abbiamo fatto una domanda ai candidati alla carica di sindaco.
D.: Alla luce della bocciatura ministeriale del progetto "scarico zero", proposto dall'Amministrazione comunale e sostenuto dalla Regione Puglia, quale ritiene possa essere la soluzione per lo smaltimento o il riutilizzo dei reflui di fognatura di Nardò e Porto Cesareo?
R.: La materia è molto ampia e seria e non si possono dare risposte a vanvera o fare promesse irrealizzabili (come la bufala dello “scarico zero” di Mellone): c’è una ampia normativa di riferimento e non solo nazionale.
La DIRETTIVA EUROPEA 91/271/CEE del 21 maggio 1991 disciplina la raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue urbane (e di alcuni settori industriali) e ha lo scopo di proteggere l’ambiente dagli effetti negativi provocati dagli scarichi di acque reflue: in ossequio a tale direttiva occorre effettuare controlli serrati sugli impianti a garanzia dell’ambiente.
La DEPURAZIONE, per venire al sistema italiano, si inserisce nel processo verticale del servizio idrico integrato (S.I.I.), composto da acquedotto, fognatura e depurazione, e la normativa (a partire dall'articolo 149, comma 1, Dec. Lgv. 152/ 2006), prevede a chi spetta il compito di ricognizione delle infrastrutture, programmazione degli interventi e redazione piano economico finanziario.
L'efficienza del sistema depurazione delle acque reflue viene valutata con le prescrizioni, i parametri e i valori di emissione dei reflui nei corpi idrici ricettori, riportati nel decreto legislativo n. 152 del 2006 (e successive modificazioni e integrazioni) e nella direttiva 91/271/CEE.
Il rispetto dei limiti previsti dagli allegati al decreto legislativo n. 152 del 2006 (e successive modificazioni e integrazioni) garantisce un efficiente grado di depurazione dei reflui prima della loro immissione nei corpi idrici ricettori e la direttiva comunitaria, oltre alla valutazione dell'efficienza dei processi depurativi, valuta la percentuale di collettamento che raggiunge gli impianti di depurazione.
Il mancato rispetto dei limiti imposti nella direttiva 91/271/CEE comporta per gli stati membri l'inizio di un precontenzioso comunitario che, se non risolto, porta all'avvio di una procedura di infrazione.
Una specifica menzione merita, nello sterminato coacervo di norme che regola la materia, il Regolamento Regionale 22 maggio 2017 n.13 (con le allegate Linee Guida), firmato da Emiliano.
Fatta questa doverosa premessa, è ovvio che lo scarico “raso scoglio” dei reflui fognari, di Nardò e Porto Cesareo, rappresenta una MOSTRUOSITA’ che tra l’altro comporta, un divieto di balneazione di una estensione di non poco conto: se prima era dell’estensione di un chilometro (500 metri a sinistra e 500 metri a destra dal punto di scarico a mare), dovrebbe diventare di due chilometri (1 Km. a sinistra e 1 Km. a destra dal punto di scarico).
E pensare che noi siamo il Comune che ha il Parco di Porto Selvaggio, la Palude del Capitano, fa parte dell’Area Marina Protetta, ecc, ecc.: com’è possibile la MOSTRUOSITA’ dei reflui fognari scaricati, raso scoglio, in un mare che dovrebbe essere da sogno?
Per quanto ho detto prima, è solo un fanfarone chi, allo stato, per accalappiarsi qualche voto, fa promesse o dichiarazioni generiche e io non faccio parte di questo genere di persone.
Io posso solo garantire i miei concittadini che da anni sto studiando, con tecnici di valore che mi affiancano in questa fatica, una soluzione che non si riduca a parole ma costituisca la base di un impegno operativo concreto.
Impegno che, per essere trasformato in soluzione, non deve essere riferito ad un solo problema ma deve riguardare due altre emergenze, ossia la discarica di Castellino e il Canale Asso: io credo di conoscere la strada da percorrere, non a parole ma con atti concreti da sottoporre ad altri Enti (non in termini di preghiera bensì di obblighi imposti dalla Legge) che li devono assolvere.
Ho chiaro il progetto, ho chiaro il modo di perseguirlo, so a quali Autorità, e in che modi, mi devo rivolgere.
Nel mese di campagna elettorale, a programmi depositati formalmente (così da evitare che qualche furbetto faccia opera di copiatura), mi confronterò, se vorranno, con i miei competitori, su questo e sui tanti temi e problemi che attanagliano la nostra Città: non vedo l’ora!
Giuseppe Cozza