NARDO' - Il bulimico (e costoso) apparato addetto alla comunicazione del sindaco Pippi Mellone, presente anche sui sospiri di qualcuno (basta che siano favorevoli ai progetti politici del suo sindaco) non fiata su una visita autorevolissima a Palazzo Personè, quella del rettore di Unisalento Fabio Pollice.
Non stiamo a tergiversare sulla qualità o sul luogo dell'accoglienza, o quello che è accaduto subito dopo la visita. O sull'impossibilità di visitare il Museo della Memoria nel quale, per altro, viene ospitato nuovamente un mercato di chincaglieria.
Particolari che non ci interessano in questo momento.
Il rettore aveva appena visitato il Giardino della Memoria e si era fatto un'idea sulla "partecipazione" dell'ateneo leccese ad una vicenda che sta scuotendo l'opinione pubblica internazionale.
Possiamo dirvi questo:
Che è stato scritto un nuovo capitolo per la saga del Giardino della Memoria: il rettore di Unisalento, Fabio Pollice, ha voluto visitare il luogo, accompagnato da molti colleghi dell’ateneo leccese. Sul posto ha incontrato alcuni rappresentanti del comitato spontaneo sorto per preservare la località da progetti giudicati non compatibili con la sobrietà dei luoghi, come il terminal per l’ammaraggio degli idrovolanti.
Immediatamente dopo il rettore Pollice ha raggiunto Palazzo Personè dove ha incontrato il sindaco Pippi Mellone, poche ore dopo il pronunciamento del Tar che ha dato il via libera alla costruzione dell’edificio, della piattaforma e delle passerelle.
Il primo cittadino ha preso l’impegno di inviare al rettore tutte le carte di progetto, le planimetrie e ciò che riguarda l’idroscalo. Studiosi di livello internazionale, tra i quali l’ingegnere e professore Giuseppe Roberto Tomasicchio, esperto presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del Ministero delle Infrastrutture, elaboreranno un piano 'alternativo' da proporre successivamente all'Amministrazione di Nardò. Inoltre verrà convocato un tavolo di lavoro misto tra Unisalento e Comune di Nardò per discutere congiuntamente della nuova progettazione.
Tutti i docenti intervenuti, in una sinergia interdisciplinare e multiculturale, hanno concordato di iniziare, già da settembre, un ciclo di approfondimenti e seminari. Si ritroveranno sul posto, anche con la partecipazione dei propri studenti, per rivestire di ulteriori contenuti la storia di migliaia di profughi che trovarono in Santa Maria il luogo della rinascita dopo gli orrori dei campi di concentramento.