Cronaca

ANARCHIA - Ma che cosa succede a Nardò dopo le 21? Le "rivoluzioni" che stanno facendo male a turismo, urbanistica, commercio e cultura

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NARDO' - Tutto fuori controllo. Leggere per capire come la vedono i cittadini. E poi l'altra domanda nevralgica: perché sembra che all'Amministrazione retta da Mellone interessino solo i Lavori pubblici?

Ma qual è la direzione che sta prendendo questo nostro paese?

Tutte le priorità per cui le precedenti amministrazioni hanno lavorato stanno paurosamente venendo meno.

Si può amministrare un paese come Nardò, limitandosi a sbandierare quanto realizzato da un unico settore, ossia i LLPP, come se non vi fossero altre priorità?

Qual è l’idea che quest’amministrazione ha del futuro del nostro paese? Qual è l’idea del decoro delle nostre marine, della legalità, del controllo del territorio?!

Le piazzette di Santa Caterina e Santa Maria sono state riqualificate dalle precedenti amministrazioni per dare un’immagine decorosa ed elegante alle nostre marine e rendere confortevole il soggiorno dei turisti che ci visitano. E i bar e i ristoranti hanno da sempre lavorato con una presenza discreta ed un servizio adeguato. Le piazze erano piazze e i bar erano bar. I ristoranti avevano il loro spazio, e i turisti la possibilità di godersi i loro spazi per una passeggiata o un gelato seduti ad una panchina.

In pochi anni Mellone è riuscito a trasformare la piazza di Santa Maria al Bagno in un unico immenso ristorante – bar, con tavolini ovunque, tanto che non è più consentito ai turisti attraversarla o sedersi su una panchina. La piazza di Santa Caterina nei weekend diventa una discoteca all’aperto a servizio di chi la utilizza come fosse uno spazio privato, senza curarsi degli avventori degli altri esercizi, e di conseguenza di chi ha investito su uno spazio che è una Piazza, e tale deve restare!

L’area tra il Barrueco e la piazzetta la sera si trasforma in un souk: tavoli, sedie, bancarelle ovunque, fumi, luci al neon. Agli stabilimenti balneari si consente di trasformarsi in discoteche, come se l’esperienza di Gallipoli non ci avesse insegnato nulla?!

Ma qual è l’idea che questa amministrazione ha del turismo se ciò che si offre ai turisti è la confusione e il disordine delle marine? Se il nostro maggiore attrattore per un turismo di qualità, ossia il centro storico, è abbandonato a sé stesso e privato di qualsiasi iniziativa di spessore culturale (che sia anche di supporto ai tanti giovani imprenditori che hanno coraggiosamente investito), di qualsiasi risorsa economica per un arredo degno della sua bellezza o per assicurare maggiore pulizia e decoro. Se da due anni non c’è più neppure quella parvenza di programmazione, e i tabelloni pubblicitari con cui si promuoveva il calendario estivo degli eventi ospitano solo manifesti elettorali?!

E qual è l’idea che questa amm.ne ha della cultura in questo paese, se i valori dell’accoglienza che ci hanno portato la medaglia d’oro, e su cui la precedente amm.ne aveva imbastito un progetto culturale come “Mediterraneo” che aveva trasformato per anni il nostro centro storico in un crocevia delle culture e dei suoni al di là del mare, sono oggi bistrattati? Se il museo dell’accoglienza è oggi mortificato da un mercatino insulso, con le bancarelle che fanno da contraltare ai murales e alle foto che raccontano dell’olocausto e della nostra fraterna accoglienza agli ebrei in transito. Se il giardino della memoria viene sacrificato per lo scalo di un idrovolante tanto fantasma (Mellone ne parla da quando si è insediato) quanto inutile. Se la cultura oggi a Nardò è affidata solo ad un format provinciale come il Salento Book festival, che nulla ha a che vedere con la storia, la cultura e la promozione del nostro paese.

E dov’è il controllo del territorio in questo paese? Ma veramente a questo sindaco non interessa se dopo le 21 Nardò diventa terra di conquista, con un’illegalità ormai legalizzata.

Veramente questo Sindaco fa finta di non sapere che sul lungomare ogni sera tante auto vengono parcheggiate al di fuori degli stalli previsti, con grave pericolo per la circolazione (vista la restrizione della sede stradale)? O crede di aver trovato in questo modo la soluzione alla mancanza di programmazione e all’assenza dello sbandierato parcheggio? Ma davvero questo sindaco fa finta di ignorare i pericolosi assembramenti nelle piazzette delle marine, come se non lo toccasse il pericolo della diffusione del virus specie tra i tanti giovani che le animano?

Ma perché questo sindaco, invece di pensare sempre e solo alle sue campagne elettorali, non istituisce un tavolo tecnico con i soggetti e le autorità competenti per assicurare legalità e controllo dopo le 21? Perché non convoca gli esercenti di bar, ristoranti e stabilimenti balneari per mettere ordine, creare sinergia, collaborazione, ma al contempo per imporre a tutti il rispetto delle regole, a garanzia dei diritti di ognuno?

Amministrare non vuol dire mettersi sui manifesti per vantarsi di ciò che si realizza. Vuol dire invece preoccuparsi per la propria comunità, del senso civico, del rispetto della legalità, della crescita culturale dei nostri giovani, del benessere delle tante famiglie che si affidano a chi le governa.

Maurizio Leuzzi