NARDO' - Due letture quotidiane dell'ex assessore. Per suscitare un certo "imbarazzo".
Ho letto con imbarazzo il post con cui il Presidente della Regione Puglia Emiliano, maggiore azionista del PD regionale (attesi i rapporti che intercorrono col segretario regionale PD), auspica a Nardò la rielezione di Mellone (sindaco vicino a Casapound e sostenuto dalla Lega), nonostante il PD neretino sia invece schierato col candidato dei Progressisti e 5 stelle Falangone. Né mi sembra che i buoni rapporti personali che evidentemente intercorrono tra i due possano mai giustificare una simile presa di posizione da parte di chi rappresenta il governo regionale di centrosinistra, che disorienta l’intero elettorato storicamente vicino al centrosinistra cittadino.
E quindi comprendo la dichiarazione del senatore Stefàno, con cui decide di autosospendersi dal PD dinanzi a tali anomalie. Così come condivido la censura del consigliere regionale Amati nei confronti del comportamento che Mellone continua a tenere in merito alla questione dello smaltimento dei reflui.
Mellone che, ricordiamo, è diventato sindaco sbandierando il “no alla merda di Porto Cesareo”; che appena insediato ha invece autorizzato il collettamento dei reflui tra i due comuni; e che ora, di nuovo sotto elezioni, sbandiera soluzioni di scarico zero, così rallentando per una pura speculazione elettorale il collegamento col depuratore di Porto Cesareo. Davanti a tutto questo siamo ormai ad un bivio. C’è ancora in questo nostro paese un PD (che mai aveva subito tali mortificazioni) per cui convenga impegnarsi? C’è ancora un PD in questa regione che non si riconosce nelle scelte politiche, ma soprattutto nelle alleanze elettorali che Emiliano porta avanti? Credo sia arrivato il momento di dimostrarlo, specie per chi ricopre importanti ruoli istituzionali e di partito.