NARDO' - Si torna a parlare dei fossili di Nardò. E' una storia che parte da lontano e che non è facile sintetizzare ma che mi auguro sia letta sino alla fine.
I giacimenti fossili Neretini furono segnalati per la prima volta nella metà degli anni '70 del secolo scorso da due paleontofili: Guido Guidotti e Roberto Zuppichini al Museo di Storia Naturale di Verona, allora una delle più competenti istituzioni per lo studio dei pesci fossili. I primi scavi autorizzati furono condotti nel 1977 dal prof.Sorbini del Museo di Storia Naturale di Verona. Già in quella circostanza se ne appurò l'importa mondiale.
Seguirono altre campagne che confermarono tale importanza. Nel frattempo le prime pubblicazioni degli studi condotti da professori di fama internazionale che dettero i nomi a questi organismi fossili: "nardovelifer, nardoictis, lecceictis, apulichetis ecc.ecc. E mai nessuno si sognò di associarlo a vini, ad altre sostanze alcoliche o manicaretti. Decine sono le pubblicazioni conservate e disponibili presso la biblioteca del Gruppo Speleologico Neretino.
La storia si fa intrigante quanto un gruppo di non meglio identificati geopaleontologi iniziò a estrarre fossili da una cava ubicata nell'entroterra di Nardò e non in area parco. Successivamente attraverso indagini il G.S.N. appurò che questi soggetti erano sprovvisti di autorizzazioni e permessi vari, quindi clandestini.
Dagli stessi clancestini seguì una donazione al comune di Nardò di: 53 frammenti di pesci fossili, quasi tutti indeterminati.Oggi sono esposti presso il museo della preistoria assieme ad un fossile di tartaruga e ad altri fossili, non esposti, donati dal G.S.N. al comune di Nardò. Dopo un po' di anni lo scoop della scoperta di un rettile fossile lungo la costa di Nardò. Un fossile dai tanti interrogativi legati al luogo del rinvenimento, alle modalità e a come sia giunto ad essere studiato dalla Sapienza di Roma e dai canadesi di Alberta.
Neanche un convegno è riuscito a fugare questo dubbio. Sta di fatto che il fossile non è mai giunto a Nardò. Intanto, ed é storia recente; riprendono stranamentei le ricerche nella cava nei pressi di Nardò ad opera dei canadesi. Ed il museo di Verona che fine ha fatto?
1:non è stato mai informato sulla riapertura degli scavi (cosa deontologicamente scorretta);
2: pur avendo dato disponibilità a collaborare non hanno mai avuto alcuna risposta);
3: il Museo di Storia Naturale di Verona si è reso disponibile a restituire a Nardò buona parte dei 1.500 fossili da loro custoditi. A Nardò si dovrebbe parlare di MUSEO PALEONTOLOGOCO.
Per concludere, dobbiamo pensare il nostro territorio continua ad essere terra di conquista anche da chi, da tempo, ha piazzato le tende. Alla prossima puntata se lo desiderate.
(Vittorio Marras)