Cronaca

DIFFAMAZIONE - Si è arrivati fino in Cassazione per una vicenda successa in città

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NARDÒ - Proprio in una "giornata simbolo" contro il sessismo (da qualsiasi parte provenga) giunge questa notizia che riguarda una professionista della città, nota anche per il suo impegno in politica, e la funzionaria di un sindacato.

Dopo un giudizio durato 8 anni, la quinta sezione della Suprema Corte di Cassazione in data 23/11/2021 ha dichiarato la totale inammissibilità del ricorso avverso la sentenza di appello che condannava la funzionaria Inca Cgil per diffamazione nei confronti dell’avvocatessa Alessandra Boccardo, difesa nei tre gradi di giudizio dall’avvocato Roberto Rella.

Rimane confermata, pertanto, la condanna in primo e secondo grado della funzionaria Cgil che nell’esercizio delle sue funzioni offendeva e diffamava l’avvocatessa Boccardo, ledendone l’immagine e la reputazione. L’utilizzo di espressioni sessiste e volgari da parte di una dipendente Cgil nei confronti dell’avvocatessa Boccardo è dovuto passare attraverso tre gradi di giudizio per trovare una condanna definitiva.

Circostanza, quest’ultima, che deve far riflettere quando si parla di violenza contro le donne (di cui quella verbale rappresenta un’espressione) per evitare che il tutto si riduca solo alla retorica di una giornata come può essere il 25 novembre o l’8 marzo.

Sarebbero auspicabili, invece, azioni concrete e reazioni immediate davanti all’evidenza di fatti che, per come si palesano, in quanto oggettivamente riscontrabili, non richiederebbero neanche l’espletamento di un iter processuale per essere condannati dal punto di vista etico e morale, quando in ballo c’è la dignità di una persona.