NARDO' - Sì, ve lo dobbiamo spiegare. Stasera abbiamo fatto il giro delle farmacie, e poi tante telefonate. E ci siamo resi conto che siamo governati da superficiali incompetenti. Perché è quando il gioco si fa duro che emerge la qualità dei giocatori. A vincere facile, infatti, siamo bravi tutti.
Oggi la Asl di Lecce dirama questa nota che evidenzia come la situazione sia ormai fuori controllo.
«In questi giorni si è registrato nel territorio della Asl di Lecce un notevole incremento di contagi, che non sempre consente un tempestivo tracciamento. Consigliamo pertanto a chi ha avuto un contatto diretto e stretto con una persona risultata positiva al Covid-19, in seguito a tampone molecolare, di comunicarlo al proprio medico e mettersi in autoisolamento cautelativo. Qualora non si venisse contattati dal dipartimento di Prevenzione, occorre effettuare un tampone molecolare in un laboratorio convenzionato a distanza di 10 giorni dall’ultimo contatto avuto con la persona positiva. Chi è risultato positivo a un tampone rapido fatto in una farmacia accreditata con il Sistema Puglia salute deve mettersi in autoisolamento insieme ai propri familiari conviventi: sarà contattato dalla Asl non prima di 10 giorni per tampone molecolare. Chi ha sintomi come febbre, tosse o mal di gola deve contattare telefonicamente il medico e seguire le sue indicazioni e non recarsi personalmente al pronto soccorso o dal proprio medico».
Significa che i numeri stanno salendo, che la gente si sta contagiando e ammalando. Che sono saltati i tracciamenti. Che diventa un problema lavorare (prova ne siano i ristoranti, anche a Nardò, che stanno chiudendo), che sarà un problema mandare i figli a scuola, che sarà complicato anche uscire da casa con le nuove norme che si inseguono quotidianamente.
Allora uno che fa? Tenta di vaccinarsi. Sia il no-vax che si convince ma anche chi vuol fare la terza dose.
Allora si contatta il sito lapugliativaccina, oppure si chiama il proprio medico di famiglia.
E si scopre che il centro vaccinale di via Che Guevara, individuato mesi fa presso un capannone PRIVATO in zona industriale, è stato chiuso.
Nardò e paesi del distretto, dunque, non hanno un centro di vaccinazione e non lo avranno fino al 4 di gennaio. Le vaccinazioni, per altro, riprenderanno il dieci gennaio. Guardate la foto che abbiamo scattato e che trovate più sotto.
Allora era balorda la richiesta, mesi fa, fatta da persone di buon senso di individuare quale centro vaccinale una struttura PUBBLICA, possibilmente comunale? NO, non lo era.
Era balordo buttare tempo e denaro (ricordiamo la spesa extra per i condizionatori d'aria, quest'estate. O le navette. E chissà quante spese ancora) per sistemare un hub collocato in un edificio PRIVATO quando sarebbe stato molto più sensato farlo in una struttura pubblica? Sì, era balordo. E superficiale.
Ovviamente solo ora, nel momento di massima esigenza e bisogno, si è individuata la struttura pubblica in via Beethoven (pare che sia un ex asilo infantile, ora vuoto) ma i problemi non mancheranno. Ai neritini non resta che prenotarsi presso una struttura vaccinale ubicata nel resto della provincia con tutti i disagi del caso considerando, per altro, che una sola farmacia nell'intera città da 32mila abitanti somministra il vaccino. E la lista delle prenotazioni è piena fino a tutto il mese di gennaio. Se prenotate ora, insomma, quest'unica farmacia vi potrà vaccinare solo in febbraio.
Onestamente ci pare - da cittadini - che sulle questioni superflue ed inutili siano bravi da impazzire, da manifesto 3x6 con il cartone animato. Ma quando si tratta di affrontare problemi seri, quelli veramente importanti per i cittadini, allora passiamo su Scherzi a parte. Contenti voi, neritini.