Cronaca

Ma quanto ci sta facendo male (e tanta paura) questa guerra?

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NARDO' - Caro direttore, questa guerra in Ucraina me la sento addosso e mi sta facendo male. Sono indignato per tanta violenza, guardo mio nipote Samuel e immagino l’inferno a Kiev di quei nonni, madri e padri, dei bimbi ucraini sotto le bombe.

Sono allarmato e preoccupato, come forse non mai, ma non di meno lo sono stato quando i soldati israeliani hanno ammazzato i bambini palestinesi nella striscia di Gaza o in Siria.

A maggior ragione in questo momento l’imperativo categorico dev'essere questo, per le popolazioni che stanno subendo atrocità enormi,

“Fermare la guerra”!!

Fermare questo conflitto in Ucraina, senza ipocrisie di sorta e senza alimentare ed inasprire, per non estendere ed allargare, un conflitto armato dagli effetti devastanti.

E lo dovremmo fare tutti, per primi noi della sinistra, impedire di inviare armi e mezzi bellici, ma cibo e medicine perché stanno iniziando a scarseggiare.

Una volta la sinistra diceva, con Sandro Pertini “svuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai” .

Faccio solo un breve memento, cosa è accaduto finora nel Donbass. Li c’era già una guerra, da otto anni, e l’intento di Zelesky si fondava sulla ferma convinzione che la NATO fosse disposta a tutto pur di mettere il suo disegno di avvicinarsi varie centinaia di chilometri alla frontiera russa e installarvi i suoi missili a testata nucleare. Puntati su Mosca, quelli in grado di colpire a oltre 3000 chilometri.

La Nato e l’Unione Europea non avrebbero dovuto alimentare le speranze e le facili aspirazioni di Zelesky, ma condurre una vera trattativa, all’infinito, finché non avrebbero calmato gli animi, e fatto capire che l’Ucraina è uno stato cuscinetto, e quindi doveva rimanere indipendente.

Invece hanno provocato Putin, che si è sentito minacciato, ad attaccare quel popolo ucraino, spinto quest’ultimi a questa follia. Con un prezzo che stanno pagando, altissimo di vite umane.

Dunque, un Occidente che ha fomentato questo conflitto, e ora non sanno come uscirne, viste le mire espansionistiche e pazzoidi di Putin che fino all’altro giorno aveva assistito all'allargamento, dal ‘90 ad oggi, dell'Alleanza Atlantica.

Un’Alleanza passata, dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia, da 16 a 30 stati.

C’è dunque una guerra brutale in corso, nel cuore di questa nostra Europa, e rabbrividisco solo all’idea di sentir parlare di atomica, centrali nucleari che possono subire guasti o fughe di radiazioni, di guerra nucleare o possibile scontro Usa-Russia.

Proprio per questo l’Italia , la sinistra per primo, nel parlamento non avrebbe mai dovuto accettare di entrare in questo conflitto, inviando armi e soldi per la guerra. Ma avrebbero dovuto preferire di dialogare, dialogare, dialogare all’infinito.

E invece abbiamo un parlamento italiano che non vedeva l’ora di mettere l’elmetto. Ma è evidente che c’è una classe dirigente irresponsabile ed immatura, come è accaduto in passato per altre situazioni gravi di conflitti armati, che vanno sotto l’insegna “dell’armiamoci e partite”.

La sinistra appoggia il governo guerrafondaio di Mario Draghi e alimenta la guerra.

Per dire solo della gravità del momento, il referendum costituzionale, che in questi giorni si è svolto a Minsk consolida il potere del presidente Lukašėnko, e apre all’ombrello atomico di Mosca. Con possibili ricadute immediate sulla guerra dell’Ucraina.

Anche se la Bielorussia ha dichiarato di non voler intervenire militarmente, ma questo non significa che non abbia già un ruolo attivo in questo conflitto, anzi.

Basta guardare un video del 2015, dopo che scoppiò la guerra nel Donbass, del compianto giornalista Giulietto Chiesa, che disse:

“E’ probabile che dalle prossime settimane, forse mesi, assisteremo a qualcosa di molto grave sulla frontiera Ucraina, perché è da li che ci si prepara per convincere gli europei che bisogna colpire la Russia”. In questo delicatissimo momento storico, in cui l’Europa dopo decenni, sembra ripiombare nell’incubo di una guerra interna che potrebbe allargarsi e diventare mondiale.

Nulla è da escludere – continuava Giulietto Chiesa e avvertiva - “Quello che sta accadendo sotto i nostri occhi è l’inizio della terza guerra mondiale”.

Diamo le armi agli ucraini per difendersi da quelli che gliele abbiamo vendute qualche anno fa?

E poi non si è mai visto che si tratta o si vada a trattare senza una tregua.

Direttore, prima che sia troppo tardi FERMIAMO LA GUERRA, e fermiamo la carneficina. Facciamolo all’insegna di Gino Strada, che era contro tutte le guerre!!

Maurizio Maccagnano