Cronaca

SURREALE - Mellone restaura la capasa, simbolo del passato per gli studenti. Ma poi demolisce la loro scuola

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NARDO' - Ci sarebbe da ridere se la vicenda non facesse piangere: il sindaco afferma di restituire un "elemento identitario" all'arredo urbano ma decontestualizzando del tutto la vecchia capasa che aveva un senso quando venne realizzata dai vecchi amministratori, sempre così demonizzati dallo stesso Mellone. Posizionata su un orrendo parallelepipedo bianco in pieno stile funerario l'anfora sembra una perfetta estranea, sia al contesto urbano che nella presuntuosa soluzione "artistica" e culturale. Senza considerare che la scuola che la custodiva, il vero elemento che amalgama la storia della città e le sue generazioni, padri e figli, viene buttata giù, abbattuta a colpi di ruspa in nome della presunta modernità e del dio denaro. Allora qui è tutto fatto all'incontrario, è un mondo sottosopra, "rivoluzionato" dalla propaganda che sta spegnendo la capacità critica dei cittadini.
Ecco perché la nostra copertina è questa. Leggetela come vi pare, siate voi ubbidienti melloniani oppure liberi pensatori.
caPASOTTO

Ecco la capasa quando aveva un senso:
capasa

Comunicato dell'Amministrazione comunale:
SULLA “VILLA” È TORNATA LA STORICA CAPASA

Recuperato e posizionato il grosso vaso di terracotta rimasto per decenni in un deposito.
In via XX Settembre è tornata la storica capasa. Da oggi i neretini possono tornare ad apprezzarla, recuperata e restaurata, al centro della fontana della “villa”. Il grosso recipiente di terracotta, simbolo di questa area della città per un lungo periodo nel secolo scorso, è rimasta per qualche decennio in un deposito della vicina scuola intitolata a Dag Hammarskjold e l’amministrazione comunale ne ha finanziato recupero e restauro, nell’ambito di un intervento di riqualificazione della fontana. La capasa è stata oggetto di un intervento di ripulitura ed è stata poi fissata (con un’anima in ferro) a una base in pietra di Apricena alta un metro.
A svelare il nuovo volto della fontana oggi il sindaco Pippi Mellone alla presenza di assessori e consiglieri comunali e di tanti cittadini.
“Era un desiderio di molti neretini – ha spiegato il primo cittadino – soprattutto dei più nostalgici e legati alle nostre radici. Abbiamo recuperato la capasa, abbandonata ormai da decenni, in un deposito della scuola e abbiamo colto l’occasione di impreziosire in maniera significativa il recupero della fontana della “villa”, aggiungendo un elemento identitario a un’operazione di decoro e arredo urbano. In tanti ricordavano la capasa, il rito delle passeggiate e il carico di significati di un simbolo della Nardò che fu. Siamo abituati a guardare al futuro, ma con il massimo rispetto delle cose belle del passato”.
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