Cronaca

CASILI - Ah, quanti spazi abbandonati esistono nelle nostre città. Ecco le "norme" per il recupero

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NARDO' - Quando per un neritino stai parlando del gerontocomio ma tu non stai parlando del gerontocomio. A questo punto, però, Cristian Casili (che neritino lo è davvero, oltre che essere vicepresidente del Consiglio regionale) potrebbe raccontare ai suoi colleghi consiglieri regionali che sta succedendo a Nardò ad un'opera realizzata con fondi regionali. Magari è proprio uno degli spazi abbandonati da recuperare. 

Sono centinaia gli spazi in abbandono nelle nostre città; ognuno di essi rappresenta una ferita dei nostri tempi oltre uno spreco inaccettabile.
Nella mia proposta di legge per contrastare il consumo di suolo ho inserito un’intero articolo, l’art 6 “Interventi di riuso del patrimonio immobiliare esistente”.
Sono i “Luoghi del Riuso” che tutti i Comuni, se passa la legge, dovranno mettere a disposizione dei cittadini che ne faranno richiesta.
I progetti di riuso mirano a sviluppare l’interazione tra la creatività, l’innovazione, la formazione e la produzione culturale in tutte le sue forme, creando opportunità di impresa e di occupazione e start up.
In particolare, saranno considerate funzioni prioritarie per il riuso:
a) il lavoro di prossimità: artigianato di servizio all’impresa e alle persone, negozi temporanei, mercatini temporanei, servizi alla persona;
b) la creatività e la cultura: esposizioni temporanee, mostre, eventi, teatri, laboratori didattici;
c) il gioco e il movimento: parchi gioco diffusi, attrezzature sportive autogestite, campi da gioco;
d) le nature urbane: orti sociali di prossimità, giardinaggio urbano collettivo, parchi urbani.
e) spazi di coworking tra liberi professionisti.

Abbiamo troppe case e palazzi abbandonati, facciamo in modo di renderli vivi e di offrire possibilità di lavoro e condivisione ai nostri cittadini.
Questa legge punta a questo.

Cristian Casili