Cronaca

CATTIVI COSTUMI - E miserabili condotte di alcuni neritini. Ma non ti immischiare... chi te lo fa fare?

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NARDO' - Amarissimo esame di coscienza... collettiva e sporca.

Direttore, chiedo a Lei che ha pazienza smisurata, ed aperture intellettuali non comuni, posso parlare dei cattivi costumi e delle, miserabili, condotte di taluni neritini?

So perfettamente con questo, breve, scritto mi farò notevoli inimicizie, più di quante non ne avessi fino ad oggi. Ma devo farlo, per il bene della trasparenza. Perché sono innamorato del “candore” puro. Sinonimo di onestà.

La nostra epoca si caratterizza per una “esagerata obbedienza nei confronti di chi detiene il potere politico e, prima ancora, economico-finanziario”. Nardò per questo è stata “nei secoli fedele”.
I neritini, lo dico da neritino Doc, hanno sempre venerato il “lasciar fare”. Anzi, per dirla nel nostro gergo: “lassa perdere, c’è ti mbieschi ca no so fatti ca ti riguardanu”.

Questo atteggiamento immorale, in ogni era, è stato cattivo messaggero di disgrazie. L’eccessiva sudditanza, di taluni, per chi ha mezzi e possibilità economiche.
Intendo le lobby, i gruppi di pressione e di potere, di Nardò che hanno condotto alla guida di questa città, e consentito, l’avvicendarsi del vecchio potere democristiano, col “comitato d’affari della nuova borghesia” di marxiana memoria.
Ma non voglio parlare, e denunciare, soltanto del mondo politico.
Qui, in breve, indago le condotte, alterate, dei neritini. Quei comportamenti servili verso un capo; un direttore d’azienda, un sindacalista di professione; un politico; un proprietario, un palazzinaro.
Faccio alcuni esempi, dove non saprei dare una risposta.

Se nell’Ospedale di Nardò, tanti anni fa, la maggior parte dei lavoratori e degli assistiti avessero prestato ascolto alle mie proteste; si fossero organizzati per denunciare le carenze di personale e dei servizi sanitari che venivano scippati alla comunità, al posto di accusare me di ideologismo comunista, oggi l’Ospedale sarebbe chiuso?
In sostanza, se molti lavoratori non avessero obbedito ai capi e capetti, ai primari-baroni, a cui erano soggiogati e legati a filo doppio, per una promessa di sistemazione più comoda; o anche per un pusillanime “non bogghiu cu mi fazzu fiaccu cu lu primariu o cu lu direttore”;
se un gran numero di cittadini-utenti non avesse creduto agli imbonitori politici, che gli promettevano posti di lavoro, e cioè le briciole, dalla loro tavola, sontuosamente, imbandita e fossero scesi in piazza numerosi, esercitando la Democrazia partecipativa, organizzato presidi di protesta, oggi la sanità a Nardò sarebbe in ugual modo allo stato arcaico?
Se gli stessi cittadini, ed operatori sanitari, avessero compreso quanto ho sempre denunciato sulla soppressione di molte strutture sanitarie, come il Poliambulatorio di Galatone, le losche manovre per concedere l’apertura di laboratori, e strutture private, sul nostro territorio, d'accordo con i direttori sanitari ed amministrativi dell’epoca, oggi avremmo più o meno servizi pubblici?
Se la sinistra moderata avesse osato di più, avuto più coraggio e a cuore le sorti di questo paese, ascoltato le lamentele e le esigenze della gente, se si fosse alleata con la sinistra radicale agguerrita, abbandonato “i salotti comodi, le lobby” e non si fosse adagiata sugli allori (e le sacche di voti) del passato, oggi la destra governerebbe?

Sono domande a cui non so dare una risposta.
Ma azzardo, rispetto agli anni in cui a Nardò spadroneggiavano i proprietari terrieri, che avevano rubato ai contadini; quando comandava il podestà che aveva preso con la violenza e l’inganno l’oro delle famiglie e, nonostante tutto, la gente continuava ad inchinarsi per chiedere l’elemosina, oggi che le persone continuano a non avere lavoro, che i servizi pubblici scarseggiano, e proseguono ad affidarsi agli stessi ciarlatani, cosa è mutato?

Il male risiede nella “esagerata deferenza nei confronti di chi detiene il potere politico ed economico-finanziario!”
Se non ci fossero cittadini codardi, che praticano il “lassa perdere, c’è ti mbieschi ca no so fatti ca ti riguardanu”;
più gente appassionata “ad occuparsi”, come insegnava nella scuola di Barbiana il caro don Lorenzo Milani, probabilmente avremmo meno lobby ed incantatori, meno padroni amanti del disordine, ed intolleranti alle regole democratiche e alla legalità. E avremmo anche meno amministratori che li “lasciano fare”

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente