NARDO' - Ci sta bene questa massima latina per dire che quando le scuole erano riscaldate da vecchie caldaie a gasolio al massimo, quando non partiva il bruciatore, bisognava dare un calcio al cassone. O chiamare un bravo idraulico e far cambiare un pezzo, magari realizzato artigianalmente. Ora abbiamo scuole, come quella di via Manieri, dove i bambini (e il personale) si ammalano continuamente perché la scuola è senza riscaldamento sin dal 22 novembre 2022! Nonostante un super-sistema centralizzato di riscaldamento il cui costo, per la sola riparazione, oscilla tra i 60 e gli 80mila euro!
Abbiamo ricevuto la lettra di un gruppo di genitori di studenti che frequentano il plesso di via Manieri, di fronte a Cesare Bruno. Abbiamo accertato un po' di cose, a nostro modo di vedere comiche e tragiche nello stesso tempo. L'impianto di riscaldamento è nuovissimo, installato in suimultanea con la ristrutturazione della scuola, quindi durante la scorsa estate. Nemmeno era mai stato messo in funzione quando, a novembre scorso, è stato danneggiato irrimediabilmente da una tromba d'aria. Non osiamo immaginare se ci fosse stato, invece di quel forte vento, un evento maggiormente dirompente.
Comunque così sono andate le cose. L'impianto non era stato nemmeno collaudato per cui è stata attivata l'assicurazione con i tempi tecnici che ciò ha comportato. Pare che il costo per la sostituzione del pezzo, un magnete, sia superiore a 60mila euro! E va bene.
Nella scuola, in queste settimane, sono arrivati periti, tecnici dell'azienda costruttrice, tecnici dell'impresa che ha effettuato lavori, tecnici comunali. Ci sono stati giorni in cui ci sono state dieci persone in contemporanea.
Poi hanno riattivato queste benedette tre pompe di calore che hanno sostituito l'impianto a gas preesistente.
Morale: ne funziona una alla volta, per cui la scuola viene riscaldata a singhiozzo. Negli ambienti più grandi, gli androni o le stanze degli amministrativi, il disagio è maggiore. Ma anche i bambini soffrono il freddo perché, con la frequenza indicata dalle circolari, vengono aperte le finestre per il ricambio dell'aria.
Ultim'ora, con sorpresa: due sono ancora i problemi, il montante elettrico dell'Enel e un interruttore differenziale, che sono entrambi sottodimensionati. Significa, in parole poverissime, che se si accendono tutte insieme le pompe di calore il sistema "salta". E non ne funziona nessuna delle tre.
Nessuna polemica ulteriore, per carità. Men che meno di natura politica. Ma qualcosa fatta male, in tutta questa storia, è evidente che ci sia.
Finiamo qui, leggetevi la lettera dei genitori e tornate sui social a inneggiare gli amici vostri.
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Spettabile redazione di Porta di Mare,
sono genitore di uno studente della scuola media di via Manieri. Vi scrivo per segnalare che nella scuola i riscaldamenti non sono funzionanti dallo scorso novembre.
La struttura è stata oggetto di ristrutturazione, riconsegnata alla scuola lo scorso settembre.
Dalla coordinatrice di classe, attraverso i rappresentanti su sollecito dei genitori, il 19 dicembre scorso abbiamo saputo che l'impianto era rotto già da novembre a causa di una tromba d'aria che avrebbe divelto i macchinari posizionati sul tetto, che il Comune aveva già acquistato i nuovi macchinari per circa 80 mila euro, che avrebbero dovuto essere montati durante le vacanze natalizie con la promessa di far trovare i riscaldamenti funzionanti al rientro. Cosa che non è accaduta.
Il 9 gennaio ci veniva detto che i macchinari non erano ancora arrivati, ma che la consegna era prevista proprio in quella settimana. Bisogna avere pazienza!
A metà gennaio pare che questi macchinari siano effettivamente stati montati, ma a detta delle studentesse e degli studenti non sarebbero funzionanti. In alcune classi sono spenti, in altre pare facciano aria fredda. I ragazzi, seduti e fermi per 6 ore, si ammalano continuamente, con le finestre sempre aperte per via delle normative anticovid.
Siamo al 1° febbraio e ancora sollecitiamo risposte in maniera gentile attraverso i rappresentanti. Questo come genitore, ma da cittadino personalmente ne ho abbastanza.
In altri anni abbiamo fatto arrivare su tutti i giornali la notizia dei riscaldamenti spenti anche solo dopo due giorni di gelo. Qui sono passati oltre due mesi, sono passati perfino i giorni della merla!
Aspettiamo primavera?
Quello che più mi meraviglia è che pare non si voglia far sapere la cosa. Ma perché? C'è qualche mancanza dal punto di vista politico?
Ho deciso di scrivervi: è bene che si venga a sapere che a Nardò non è proprio tutto rose e fiori come vogliono far credere.