Cronaca

Fattela a piedi che dimagrisci! Quando il commento social è stupido

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NARDO' - Caro direttore, parafrasando quel celebre canto rivoluzionario,“se un mese vi sembran poco, provate voi a salire quattro piani a piedi”.

In un condominio di Nardò, da un mese, l’ascensore è fermo perché guasto e da una settimana il motore è in riparazione.
Gli inquilini non ce la fanno più, sono sfiniti devono caricarsi, a piedi, le pesanti buste della spesa, e il solo fare più volte le scale, durante la giornata, provoca danni inevitabili alla salute. Tenendo presente che alcuni di loro hanno serie patologie e limitazioni, e qualcuno è avanti negli anni.

Da parte dei titolari degli immobili, fino ad oggi, non c’è stato un benché minimo accenno di attenzione/preoccupazione verso questo, chiamiamolo così, inconveniente. E non si riesce a capire se è nei loro propositi avviare a risoluzione in problema, in tempi brevi.

Ma la nota curiosa è che siamo nell’era dei “tuttologi, e dei sapienti senza sapienza”, e alcuni hanno insinuato contro i locatari, per far bella figura con i “sciur padrun da li beli braghi bianchi”: “fatevela a piedi che dimagrite”; “ma cosa vuoi che sia, beati voi che avete la palestra in casa” e vi risparmio altre minchioniate, che lasciano il tempo che trovano.

Il dato rilevante in tutta questa vicenda è un altro. Ovvero, perché se un affittuario salta qualche canone d’affitto; non esegue le verifiche annuali della caldaia o non rispetta il pagamento delle rette condominiali è passibile di citazioni o richiami, mentre quando sono i proprietari a venir meno ai loro, sacro santi, doveri verso i condomini nessuno agisce o s’indigna per queste gravi carenze strutturali degli immobili?

Ebbene, Caro direttore, a coloro che hanno abilità oratoria del vacuo, e si sperticano in sproloqui altisonanti sulle, fantomatiche, palestre in casa (anche qui hanno confuso le nostre modeste dimore con quelle dei “sciur padrun”), dico solo questo: “se un mese vi sembran poco, provate voi a salire quattro piani a piedi”.

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente