NARDO' - Postuma, ma ha sempre il suo perché (tanto Amadeus non avrebbe accettato).
Direttore carissimo, mi deve permettere una piccola nota satirica, dei miei appunti “pillole di resistenza quotidiana”.
potrebbe, cortesemente, proporre ad Amadeus (visto che sul palco dell’Ariston ormai siamo costretti a subirci di tutto) se per questa ultima serata, i tombini “urlanti” di Via Aldo Moro, angolo via Ferri, e le grida “poco divertite” dei neretini per la mancanza di acqua, possono esibirsi?
Si spiego meglio, da settimane queste pesanti lastre di piombo “cantano”, di giorno e di notte, che ascoltarli è un vero tormento.
Pertanto, visto che “strillano così bene” (al passaggio delle tante auto) possono gareggiare con altri interpreti canori, più stonati ed urlanti, e salire sul palco della kermesse canora, nazional-popolare, presentandosi al grande pubblico.
E visto che siamo in tema, possiamo anche far esibire, non tanto i lavori, interminabili, che vengono effettuati sulle scassate condutture dell’Acquedotto Pugliese, quanto far ascoltare gli urli dei neretini che “stornellano poco contenti” ogni volta che si risvegliano al mattino e non possono neanche farsi un caffè o lavarsi perché manca l’acqua dai rubinetti.
L’ultimo episodio - ma sappiamo che dire ultimo è una pia illusione, e poi rischio di fare promozione al cantante in gara - è avvenuto stanotte, in via Toti.
Ma per fortuna non se n’è accorto nessuno, altrimenti avremmo rischiato di ascoltare nuove voci urlanti dei neretini, e future incisioni dalle case discografiche.
Grazie direttore,
ho fiducia che i tombini, e le voci delle maledizioni, dal suono assordante, almeno sul red-carpet di Sanremo vengano uditi dalle autorità amministrative.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente