NOTA STAMPA SU COMMISSARIAMENTO DI NARDÒ.
Sono passati più di due mesi dalla chiusura di un congresso, quello di Nardò, che forse non si sarebbe dovuto nemmeno celebrare visto che il tesseramento presentava da subito anomalie.
Non vedo che cosa ci sia di frettoloso, dunque, se dopo più di due mesi cominciamo a capire come tirare il Partito di Nardò fuori dalla situazione in cui si trova. E non da ora, perché, giova ricordarlo, il PD a Nardò è commissariato da qualche anno.
Si fa tanta confusione tra commissioni e organismi diversi: la commissione congressuale provinciale ha accertato, come detto, una serie di anomalie nel tesseramento, che per carità di patria e per salvaguardare il buon nome della stragrande maggioranza degli iscritti e militanti neretini che con passione e disinteresse si spendono, evito di rendere pubbliche ma che le parti in causa conoscono bene. Anomalie contenute e ben circostanziate nel verbale redatto dalla commissione congressuale provinciale che le parti hanno ricevuto più volte anche dal sottoscritto e che a questo punto sarò io ad inviare alla segretaria Schlein così può farsi un'idea completa.
Sono queste anomalie che hanno indotto la decisione della commissione congressuale provinciale ad annullare il congresso.
L'unica scelta conseguente dunque, giacché le commissioni congressuali decadono con l'elezione del segretario, era il commissariamento. Infatti, di intesa con il segretario regionale e dopo aver sentito alcuni autorevoli rappresentanti dei due diversi gruppi locali che si sono contesi la segreteria cittadina con i quali ho condiviso la scelta del commissario, ho proposto il nome per il commissariamento che è stato poi approvato dal segretario regionale. Ho, quindi, agito nel pieno rispetto di quanto prevede lo Statuto e i regolamenti.
Pertanto non so quale esito si stia aspettando o dovevamo aspettare visto che le commissioni congressuali sono decadute a tutti i livelli e le commissioni di garanzia non sono ancora insediate.
Ora, chiunque all'interno del circolo di Nardò abbia interesse a farlo, può presentare ricorso contro il commissariamento alla commissione regionale di garanzia, organismo preposto per Statuto a esprimersi su questo tipo di vicende e che non appena si insedierà, se chiamata in causa, si esprimerà nel merito.
Dunque, senza la decisione di procedere al commissariamento, il circolo di Nardò sarebbe rimasto in una situazione indefinita ad oltranza, aggravata dal fatto che Nardò è la prima città per dimensioni dopo il capoluogo di provincia e una piazza politica molto importante per tante ragioni.
Sarebbe stato più opportuno dunque voltare pagina e chiuderla con polemiche inutili e fuorvianti.
Il Partito Democratico di Nardò deve essere rifondato su basi nuove, deve aprirsi alla città e dare il via ad una nuova stagione di inclusione.
Insomma, il contrario di quanto successo durante il congresso. Dobbiamo farlo perché lo merita la città e lo meritano i tanti elettori, militanti, iscritti che disinteressataente si impegnano e ci sostengono. È l'unica via per cominciare a costruire una alternativa di governo cittadino che in questi anni, anche per questi atteggiamenti, ci ha visti ai margini.