Cronaca

Se anche un anziano professore si schiera contro l'abbattimento c'è davvero qualcosa che non va

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NARDO' - Da intellettuale, quale almeno io mi ritengo, non posso non confermare la mia adesione al Comitato “Giù le ruspe dalla Scuola”, che in questi giorni si è costituito in difesa della salvaguardia della Scuola Media in via XX Settembre, edificio costruito alla fine degli anni’50 con inizio del primo anno scolastico nel 1961-1962.

È un Comitato sorto nella società civile ed è aperto a tutti, anche a raggruppamenti partitici di qualsiasi tendenza, sociali, ambientalisti e associazionistici.

Per evitare pregiudizi o illazioni, io, facente parte di Associazioni culturali e, come si sa, non sostenitore elettorale e politico dell’attuale Amministrazione comunale, ribadisco che questa, in particolare l’assessorato alla Cultura, per alcune iniziative culturali è stata sensibile e disponibile nel sostenerle. È un sincero e doveroso riconoscimento.

Ma altrettanto sincera è stata la mia presa di posizione contro l’abbattimento del Gerontocomio, che, per chi non lo sapesse, rappresentava un monumento nazionale dell’architettura del Novecento, al pari di tanti monumenti di altri tempi, come il Palazzo dell’Università (ex Pretura) lo è per l’arte tardo-settecentesca.

E lo è anche per la Scuola Media in via XX Settembre. La sua salvaguardia ha diverse motivazioni: ha un ruolo storico di Memoria per tante generazioni; ospita centinaia di alunni e alunne, per cui è agibile, altrimenti gravi sarebbero le responsabilità di chi continua a farla funzionare; non è affatto fatiscente ed è del tutto idonea, dati anche diversi ultimi interventi con finanziamenti comunitari; ha una funzione territoriale, essendo a servizio del territorio sud-est a fronte di quello a nord (Scuola in Piazza Umberto) e a sud-ovest/167 (in zona “Saletta”/“167”), mentre la nuova scuola sorgerebbe in zona “167” a pochi metri dalla citata ultima scuola, costringendo, tra l’altro, le famiglie del territorio sud-est ad attraversare tutta la città per trovare questa benedetta grande nuova Scuola.

È un bene patrimoniale di Nardò, che è costato sul piano economico ai Neritini, per cui non c’è necessità di distruggerlo e costruire uno nuovo sempre con carico finanziario dei cittadini, perché i finanziamenti del PNRR , anche se in parte, sono a carico comunale, cioè dei Neritini…e su 7 milioni di euro quanto dovranno pagare? E, poi, sono rispettate le prescrizioni del PNRR, se viene imposto che si possa sostituire solo edifici fatiscenti e nello stesso luogo dove preesisteva o in zona di proprietà del Comune? Non è che ad un controllo anche a conclusione dei lavori (come, a quanto sembra, sarà per la Corte dei Conti) non venga riconosciuto come opera in linea al PNRR e tutti i 7 milioni dovranno essere pagati dai Neritini?

Di edifici scolastici al limite della fatiscenza ci sono a Nardò: si prenda quello in via Bologna/via XXV Luglio (ex II Nucleo)… no, bisogna distruggere quello in via XX Settembre per un parcheggio… e, se proprio si deve costruire un parcheggio, non si può farlo nella zona del II Nucleo, tra l’altro più vicino al Castello, da dove iniziano le visite della città i turisti e da dove, con tratto più breve, si accede al Centro Storico e alla stessa piazza Salandra, qualificando così proprio quella parte del Centro Storico che stenta a vivacizzarsi?

Questa è brevemente la vicenda per la quale i Neritini sono chiamati ad intervenire.

Non si tratta di motivazioni partitiche o di opposizione al Sindaco, ma di una posizione che oggettivamente tocca il bene e l’utilità di tutti.

I Neritini, compresi i sostenitori elettorali e politici dell’attuale Amministrazione Comunale, ritengono che questa e i suoi rappresentanti non possano sbagliare in alcune scelte oppure che hanno finalmente trovato gli assoluti salvatori di Nardò, per cui ogni azione, da loro compiuta, rappresenta il bene della città? Qualche errore lo possono compiere? O siamo in una fase storica e umana, prima e unica volta nella storia dell’umanità e dell’universo e della divinità, di assoluta infallibilità, visto -e il Signore mi perdoni questo ironico e iperbolico riferimento sacrilego… ma ci vuole per rendere più efficace il mio discorso!- che persino Dio ha sbagliato con Adamo ed Eva e che suo Figlio, Gesù, ha sbagliato con Giuda?

Ricredersi per la richiesta sensata, garbata e responsabile dei propri cittadini più sensibili, è un atto di coraggio, perché non c’è alcun colore politico alla base della richiesta “Giù le ruspe dalla Scuola”.

Neritini, usciamo dalla zona grigia dell’indifferenza e dal timore di schieramento contro qualcuno o qualche potere: si deve essere a favore di questa Scuola.

Usciamo, cittadini Neritini - ah, ricordate, miei ex alunni - dall’anonimato. Usciamo quanti di noi sono o si ritengono intellettuali; usciamo tutte noi Associazioni di Nardò, a cominciare da quelle culturali, non ad accusare ma con una richiesta legittima, democratica e rispettosa, a difendere un bene della Memoria e un bene strutturalmente e urbanisticamente valido… d’altra parte questa stessa Amministrazione Comunale, come tra l’altro ha sempre proclamato, non vive per i suoi cittadini e per il loro bene, che è fatto anche di rispetto della Memoria e della sua convenienza civica?

E se proprio le Associazioni temono di apparire di parte o hanno il divieto statutario di interessarsi della propria città, ogni iscritto, sul piano individuale, si rechi a sottoscrivere la petizione di salvaguardia della storica Scuola Media di via XX Settembre.

Riappropriamoci della coscienza civica e domani, domenica 11 giugno, dalle ore 10,30 alle 12,30, rechiamoci nei pressi della citata Scuola e sottoscriviamo la petizione.

Mario Mennonna