Cronaca

I NODI VENGONO AL PETTINE - I grossi debiti cui sarà chiamata a rispondere l'Amministrazione comunale: oltre un milione di euro

Stampa

NARDO' - Fa discutere molto la recente sentenza del Consiglio di Stato che inguaia Pippi Mellone.

MELLONE ASSUNSE UN DIRIGENTE SENZA CONCORSO E CONTRO LA LEGGE.
ARRIVA LA STANGATA DEL CONSIGLIO DI STATO.

Con una sentenza dello scorso 30 giugno (sentenza n. 6388/2023) il Consiglio di Stato (il massimo grado della giustizia amministrativa) ha messo il sigillo su una brutta vicenda risalente ai primi anni dell'amministrazione Mellone (pubblicamente e prontamente denunciata dalle minoranze).

La giunta Mellone assunse un dirigente e aumentò il numero dei dirigenti in forza al comune di Nardò, nonostante un espresso divieto di legge (legge di stabilità per il 2016).

Non solo. Mellone per fare spazio al dirigente "chiamato" da un altro comune, di fatto "demansionò" altri tre funzionari che si rivolsero al giudice amministrativo.

Sono passati sette anni e i tre dirigenti hanno avuto giustizia.

Ora sia apre il pesante capitolo dei risarcimenti, che potrebbero superare il milione di euro.

La questione sarà naturalmente portata all'attenzione della Corte dei Conti.

Non è giusto che a pagare sia sempre il comune, e quindi i cittadini, quando l'artefice di questi sperperi assurdi ha una precisa identità: Pippi Mellone.

Sì, proprio lui. Quello che inonda gli smartphone della collettività per vantarsi smodatamente di essere "uno bravo".

Bravo sì, ma a fare danni. Purtroppo, soprattutto agli altri.

Marcello Risi, Italia Viva