NARDO' - Lavori sul lungomare Santa Maria al Bagno–Santa Caterina: che guaio per Mellone. I due consiglieri comunali di Fratelli d'Italia, Alberto Egidio Gatto e Pierluigi Tarantino, scrivo all'ingegnere Cosimo Pellegrino, responsabile per il Comune dei Lavori pubblici. E vanno (intelligentemente) al nodo della questione, interrogando non la parte politica ma l'area tecnica dell'ente: è lì il nodo della questione per capire perché, a pochi mesi dal completamento dell'opera, ci sono già interventi di restauro e recupero. E, soprattutto: chi li sta pagando?
Formuliamo la presente, in qualità di Consiglieri Comunali della Città di Nardò, per chiederLe formali ed urgenti ragguagli tecnici e delucidazioni in ordine alla natura ed alla consistenza degli interventi che da giorni stanno interessando il lungomare Santa Maria al Bagno – Santa Caterina.
Notoriamente, infatti, detto lungomare è stato oggetto di completo rifacimento i cui lavori sono terminati circa un anno e mezzo fa (salvo successive opere di completamento) ed i cui costi graveranno per i prossimi decenni sul bilancio comunale data la sottoscrizione di un mutuo di 50 rate semestrali pagabili in 25 anni.
Numerose, già nei mesi scorsi, sono state le segnalazioni pervenuteci in ordine ad un preoccupante stato di prematuro ed eccessivo deterioramento delle opere murarie, tutte completamente realizzate ex novo, certamente esposte all’azione erosiva degli agenti atmosferici che, in ispecie sul fronte mare, ne sta causando lo sfarinamento.
Occorre rilevare, tuttavia, che tale fenomeno non si era mai verificato sui “vecchi” muretti, che avevano resistito per decenni quasi intatti salvo, ovviamente, eventi calamitosi eccezionali cui, comunque, anche le nuove opere hanno dato ampia prova di non poter resistere, al netto delle vane e, col senno di poi, effimere rassicurazioni tecniche in fase realizzativa.
E, d’altra parte, se lo stato delle opere murarie preoccupa non poco gli scriventi ed i cittadini che, per i prossimi trent’anni, sono chiamati a sostenere le spese e gli interessi occorsi per la realizzazione dell’imponente opera pubblica (si spera non si riveli tale solo sulla carta o nei proclami esibizionistici della parte politica che l’ha sponsorizzata), lo stato delle ringhiere certamente non è rassicurante, dal momento che le stesse, al pari delle opere murarie, sembrano soffrire oltremodo l’azione erosiva degli agenti atmosferici manifestandone in maniera evidente gli effetti attraverso la comparsa di diffusa ruggine e generale ammaloramento della vernice.
Alla luce delle considerazioni di cui innanzi, visti i lavori attualmente in corso, la cui natura ed entità è, allo stato, sconosciuta agli scriventi, Le chiediamo quanto appresso:
- dettagliati ragguagli tecnici sulla natura degli interventi in corso;
- se detti interventi sono di natura ordinaria o straordinaria e se erano stati previsti e/o preventivati sul progetto originario dell’opera;
- quale è la ditta esecutrice dei lavori e chi sono il progettista, il responsabile del cantiere ed il responsabile della sicurezza;
- quali sono i titoli autorizzativi di detti interventi;
- se l’opera pubblica nel suo complesso è ancora coperta da garanzia;
- quali sono i costi degli interventi e chi li sta sostenendo;
- nel caso in cui i costi fossero a carico del Comune, se ne è stata preventivamente verificata la sostenibilità finanziaria ed a quale capitolo di bilancio vengono imputati.
Il tutto con cortese sollecitudine ed urgenza al fine di consentirci il regolare ed efficace svolgimento del nostro mandato.