NARDO' - L'Amministrazione Mellone sta tirando la corda, forse eccessivamente, con i genitori degli studenti di Nardò. Ora c'è forte tensione tra le famiglie degli alunni che frequentano il plesso di via Bellini a causa di una ordinanza appena firmata dal sindaco Pippi Mellone. Una disposizione, di trasferire le classi a metà febbraio (ed a metà dell'anno scolastico) in via Pilanuova, che pare abbia fatto contento solo qualche commerciante. Ma famiglie e insegnanti degli studenti del Secondo Polo sono sulle barricate.
Lo spostamento delle classi non è un semplice trasloco. Al contrario l'ordinanza di Pippi Mellone sembra, come al solito, generata da pressappochismo e faciloneria. Anzi si dice che l'interesse di famiglie e bambini sia arrivato secondo e dopo quello di qualche commerciante.
Stasera si è tenuta una riunione straordinaria tra insegnanti e rappresentanti dei genitori mentre l'Amministrazione, che sarebbe stata invitata, ha disertato l'incontro.
In questa riunione è stato confermato l'intendimento dell'Amministrazione Mellone: organizzare il trasloco il 12 e 13 febbraio, durante le vacanze di carnevale, e riaprire via Pilanuova il 14.
Ma ci sono diverse criticità soprattutto per quanto riguarda la tempistica.
Avrebbe avuto un senso trasferirsi a settembre, prima dell'inizio dell'anno scolastico. Ma ora?
L'ordinanza emanata prevede che dal 14 febbraio, dunque, le classi saranno in via Pilanuova e non più in via Bellini.
Lo spostamento implica che tutto il materiale didattico e scolastico come banchi, cartelloni, allestimenti, lavagne siano spostati da via Bellini a via Pilanuova nei giorni 12 e 13 febbraio.
L'orario scolastico materie dovrà essere variato perché almeno cinque insegnanti avranno classi sia in via Pilanuova che in via Bellini e l'intera organizzazione dovrà essere rivista con un orario provvisorio fino a fine anno e con cambiamenti di settimana in settimana.
Non tutta la struttura risulta ancora accessibile, pensiamo alla palestra, e ci sono ancora zone di cantiere aperte: i disagi sono stati messi in conto?
L'Amministrazione comunale, infine, non motiva in maniera convincente la necessità dello spostamento così repentino. Si legge nell'ordinanza di... numerose richieste e sollecitazioni da parte delle famiglie e delle attività commerciali...
Ma se ci sono state veramente queste richieste perché ora le famiglie insorgono?
Concludiamo con l'argomento più importante: i piccoli utenti e le loro famiglie: alla fine della scuola mancano, a conti fatti, sessanta giorni scolastici.
A chi giova veramente che vengano fatte cambiare le abitudini di genitori che dovranno cambiare percorsi ed adattarsi in corsa ai cambiamenti e quelle degli insegnanti che dovranno, con molta probabilità, vedere il proprio orario modificato per adattarlo alle nuove esigenze? Il tutto in corsa, non in concomitanza con il nuovo inizio dell'anno scolastico, in cui ogni cambiamento sarebbe "fisiologico", ma proprio durante lo svolgimento del corrente anno. Pensiamo anche a chi affronta la scuola con problemi di salute e i bambini con bisogni speciali che si sono abituati al nuovo ambiente di via Bellini, nel quale studiano e lavorano da due anni.
L'incontro di stasera ha evidenziato tutti i problemi, tutte le difficoltà, tutti i limiti che uno spostamento fatto in questo momento va a creare.
Per questo tante persone stanno chiamando consiglieri comunali, assessori, persone impegnate in politica nel tentativo di far ravvedere il sindaco Mellone.
Ma c'è chi, persino, considera le "carte" come la fatidica ordinanza del primo cittadino meritevoli di essere contestate, boicottate, impugnate nelle sedi opportune.
In ogni caso un nuovo, l'ennesimo, scivolone sulle scuole del sindaco Mellone: dopo l'abbattimento del I Nucleo e il casino infernale generato dall'accorpamento dei Poli ora anche questo episodio che rivela una certa superficialità. Forse bisognerebbe avere figli per comprendere i disagi delle famiglie.