NARDO' - Un uomo che è stato un esempio per la dedizione al lavoro e l'attaccamento alla famiglia.
Vanno via i nostri anziani, sileziosamente e discretamente, così come sono vissuti.
Ma sono stati pilastri della comunità e della locale economia, hanno creato intorno a loro un clima di fiducia e operosità.
Artigiani e imprenditori, grandissimi lavoratori come Gegè Calabrese che oggi si è allontanato da questo mondo all'età di 82 anni.
Difficilmente lo si ricorda senza la tuta da lavoro e altrettanto difficilmente lontano dalla sua officina di via XXV Luglio: in attività già alle prime ore del al mattino, una pausa per il pranzo magari facendo ritorno a casa a piedi, e poi di nuovo in officina fino a sera.
Silenzioso, schivo e concentrato sul proprio lavoro. Ma poi bastava poco, magari si doveva avere la pazienza di rompere quel muro di riservatezza, per accedere ad un mondo di racconti, aneddoti, e ricordi ed anche confidenze e preoccupazioni sulla salute, sul proseguio dell'attività, sulle decisioni da prendere per mantere alto lo standard dei servizi ai propri clienti.
In tempi, come gli attuali, nei quali il lavoro sembra un optional e il sacrificio non viene nemmeno preso in considerazione come via privilegiata verso il consolidamento di una posizione economica che possa consentire di guardare al futuro della propria famiglia senza patemi, figure come quelle di Gegè risaltano, si illuminano e tracciano la via maestra.
A qualcuno resta l'affettuoso ricordo di un Gegè giovanissimo, forse appena trentenne, alla guida di un pulmino parcheggiato davanti all'asilo delle suore Marcelline, in via Bellini, pronto a far salire i piccoli per una veloce gita scolastica. Il ricordo di quel sorriso accennato, ma bonario e rassicurante, che non va via, nonostante siano trascorsi oltre cinquant'anni.
Di quel volto e anche del suo berretto Michelin, sì proprio quello dell'omino Bibendum, quasi sempre calato sul capo e suo affezionato compagno di vita e di lavoro. 