NARDO' - Una foto social, postata dalla donna che per prima aveva soccorso il ragazzo, ferma l'attimo. Giosuè è tornato a casa dopo un lungo ricovero e l'assurdo incidente avvenuto in via Canonica. Ma ora bisogna intervenire per correggere la situazione.
Ecco che cosa era accaduto. Ora Giosuè è tornato a casa per riabbracciare familiari ed amici.
L’incidente a metà maggio in via Canonica a Nardò: non sarebbe il primo caso in quella strada, dove i giovani sfrecciano spesso mettendo a rischio i pedoni.
Un giovane impenna con la moto e colpisce in pieno un adolescente che si trova per strada. Ora il 16enne investito a Nardò è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce: rimarrà in prognosi riservata e nel reparto di terapia intensiva per monitorare i traumi riportati dopo la caduta e il progressivo riassorbimento dei versamenti all’interno della scatola cranica. Il 21enne che guidava la moto è indagato e il suo mezzo è stato sequestrato dalla polizia locale di Nardò come poi confermato dal magistrato di turno del tribunale di Lecce.
Il fatto si è verificato in via Canonica, alla periferia della città. Da qualche tempo in quella zona si è formata una comitiva di giovanissimi che la sera, dopo lo studio o il lavoro, usano riunirsi per giocare o scambiare qualche parola. Molti arrivano sul posto con bici e scooter e qualcuno sfreccia.
Il giovane motociclista – secondo le prime ricostruzioni – ha perso il controllo della moto investendo in pieno il ragazzo che si trovava per strada insieme a un amico. Giosuè, questo il suo nome, è caduto rovinosamente sull’asfalto e in questo frangente avrebbe battuto il capo.
Quando gli agenti sono giunti sul posto – alle 20,35 – con i mezzi del 118 che prestavano soccorso sia al ragazzo che al motociclista (che ha riportato lievi traumi) il mezzo era stato già spostato e ci si è dovuti basare sulle testimonianze dei giovani presenti al momento del sinistro per ricostruire l’accaduto.
Tanta la solidarietà sui social nei confronti del ragazzo colpito e della sua famiglia anche con uno striscione, apparso nel quartiere, con il quale si augura a Giosuè di tornare presto dai suoi amici. Ma proprio la diffusione della notizia ha permesso di appurare che quello successo era un episodio “annunciato”. Un uomo, militare in pensione che per anni ha svolto attività di polizia giudiziaria in Procura, spiega di essere stato quasi vittima di un incidente simile in via Canonica e di aver scritto mesi fa una lunga pec al Comune di Nardò spiegando che quella è ormai diventata una pista da gara e da motocross.