NARDO' - Gli studenti che hanno frequentato il Liceo classico ricordano la docente con grande gratitudine per la sua profonda preparazione professionale nelle materie letterarie, ma soprattutto per la sua capacità didattico-pedagogica di educatrice.
La notizia della morte della prof. Agata Rita Marra, sorella del preside avv. Elio Marra, cui esprimo il profondo e affettuoso cordoglio ancor più intenso dinanzi alla sua dolorosa commozione, ha indotto a riflettere sul lustro che tanti neritini apportano alla propria città con la loro testimonianza.
Gli studenti delle classi degli anni ’50, che hanno frequentato il Liceo classico di Nardò, ricordano la loro prof. Marra con grande gratitudine per la sua profonda preparazione professionale nelle materie letterarie, ma soprattutto per la sua capacità didattico-pedagogica di educatrice.
Nel tempo, attraverso proprio il loro ricordo, si è avuta la conferma del suo ruolo svolto nell’ambito scolastico e di quale stima ricevesse per la sua persona e per il suo insegnamento.
Sulla stessa lunghezza d’onda ha continuato la sua presenza nella scuola di Cassino, dove si era trasferita, una volta sposata con il cassinese Gino Salveti, altro personaggio di spiccate doti di docente, di giornalista sportivo (a lui è dedicato lo stadio di Cassino) e di uomo di cultura, autore tra l’altro dell’Inno della Città di Cassino.
La professoressa, docente presso il Liceo scientifico “Pellecchia”, ha lasciato, infatti, un ricordo indelebile del suo insegnamento in tutti i suoi ex-alunni, i quali in tutti questi anni hanno continuato a tenerla presente in qualsiasi discorso di memoria dei tempi scolastici.
Era stata, infatti, da insegnante un loro costante punto di riferimento, perché «granitica» era stata la sua «fermezza educativa», che aveva notevolmente contribuito a forgiare criticamente il loro intelletto, a farli crescere nella conoscenza e a rendere responsabile la loro coscienza.
Questi aspetti della sua figura sono stati delineati dalla stampa cassinese in occasione dei suoi funerali.
E, sempre attingendo da essa, non posso non riportare uno stralcio descrittivo della sua personalità: «Donna volitiva e determinata, non si limitava a scrivere giudizi approssimativi. Le sue valutazioni dei temi erano dei messaggi, delle chiavi di lettura per ulteriori approfondimenti. Le sue stroncature erano ferite brucianti ma anche recuperi di gratificanti vittorie».
Con la professoressa Marra - e questo viene rimarcato nel ricordo dei cassinesi - «se ne va un pezzo della scuola di Cassino».
E identico ricordo rimane in tutte quelle persone che l’avevano conosciuta anche solo durante l’estate a Nardò, quando vi tornava ogni anno per le ferie, perché l’amava e conservava nella propria mente ogni suo angolo e ogni suo monumento.
Hanno così anch’esse potuto apprezzare questa loro Neritina che ha lasciato, al di fuori della sua città natale, un saldo e profondo segno di donna di cultura e di incisiva educatrice, meritevole di memoria e di gratitudine.
Mario Mennonna
IL LINK DA CASSINO: https://radiocassino.it/cassino-fr-gli-adolescenti-di-ieri-perdono-un-punto-fermo-la-salveti-non-ce-piu/