NARDO' - Una storia piccola ma significativa perché sintomatica di come le persone vengano indotte, dal cattivo e omissivo comportamento della pubblica amministrazione, ad avere sempre meno fiducia nelle istituzioni. In questo caso, poi, sono stati presi in giro cittadini che hanno spontaneamente e volontariamente donato del denaro per rendere un servizio ai bimbi meno fortunati. Ecco come si sono svolte le cose.
Partiamo dal 2013 quando un movimento politico chiede che venga installata, a Santa Maria al Bagno e sulla "rotonda" che si affaccia sulla spiaggetta, una altalena per bimbi diversamente abili. Da QUI inizia tutto l'iter che porterà, negli anni successivi, all'inaugurazione della giostrina inclusiva. Ecco la foto dell'inaugurazione.
Inutile dire che quel giorno ci fu grande soddisfazione soprattutto da parte di chi era riuscito nell'impresa non facile di raccogliere il denaro necessario richiesto a singoli cittadini, associazioni, aziende e anche qualche politico. Tutti contenti di donare un gioco utile a TUTTI i bambini, ad esclusione di nessuno.
L'Amministrazione comunale, però, qualche mese fa decide per il rifacimento della piazzola e rimuove anche l'altalena per poi - pensano i volontari - tornerà al suo posto.
Invece, dell'altalena non arrivano più notizie ed inutili si rivelano i tentativi di saperne qualcosa di più da parte dei volontari che si rivolgono pure ai politici ed ai tecnici del Comune.
Si teme che sia stata buttata come ferro vecchio.
I giorni passano, però, ed arriva una "soffiata" ad uno dei genitori artefici della donazione: "l'altalena è stata rimontata, con il tappeto antitrauma, in un terreno privato alla periferia di Nardò". A beneficio di quali bambini? Non si sa. Ecco la foto della nuova collocazione. I genitori non credono ai loro occhi e vanno a vederla: sembra proprio la "loro", quella donata a tutti i bimbi di Nardò e collocata a Santa Maria. Ma chi l'ha messa su quel terreno si è regolato bene ed ha fatto sparire le targhette identificative, quelle con i nomi dei donatori e persino quella con cui l'altalena era stata dedicata alla memoria di una persona scomparsa prematuramente. Vedrete "l'ombra" di una delle targhe nell'ultima foto, quella del retro del sedile.
Arriviamo ai giorni nostri. I genitori vogliono vederci chiaro, una volta per tutte. Così poco prima di Natale le ricerche e le domande si intensificano ma nessuno, dal Comune, certifica che quella sia proprio la "stessa" altalena di Santa Maria. Nessuno, soprattutto, chiarisce per quale motivo un bene pubblico, donato dai cittadini, sia finito su un terreno privato.
Chi ha effettuato i lavori? Il Comune o altri? E dove sta il contratto di cessione del bene? O il progetto per installarlo nella nuova ubicazione? Esiste almeno una minuta dei lavori, una deliberazione, una... carta?
Nessuno pare dare una risposta ai genitori che, tramite un consigliere comunale, presentano una richiesta di accesso agli atti. Dopo molte settimane di attesa arriva, ieri, la risposta che recita più o meno così: l'altalena è ricoverata in un deposito comunale.
I genitori a quel punto hanno pensato di aver preso una cantonata: "abbiamo pensato male del Comune ed, invece, da quando è stata smontata dalla piazza di Santa Maria al Bagno, l'altalena è religiosamente riposta in attesa di farne un buon uso pubblico. Sempre a favore dei bimbi meno fortunati".
Poi, però, a qualcuno è venuto in mente di andare a controllare quella montata nel giardino privato in via Gallipoli, per capire come potessero essere così simili. Ed era sparita!
Ora non paiono esserci più dubbi: quelli del Comune, messi spalle al muro, hanno dovuto farla smontare, in tutta fretta, per chiuderla in un deposito in attesa di mettere le carte a posto.
E la fiducia dei cittadini nell'imparzialità della pubblica amministrazione nella gestione di un bene pubblico? Ormai dondola e oscilla ma anche questa non è più una novità.