Cronaca

SI RIVOLGA AL SINDACO - Ecco che cosa si è sentito dire un cittadino dal piantone del comando di polizia locale

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NARDO' - Può succedere che gli operai delle imprese che stanno effettuando lavori sulle strade abbiano, per eccesso di zelo, reso impraticabile un quartiere o una intera località. Dove, però, ci sono i residenti i quali, come è noto, la sera tendono a rientrare a casa per andare a dormire. O andare in bagno o mangiare per cena. Insomma, è casa loro e vorranno pure rientrarci quando gli pare? Ma a Nardò no, questo non è possibile: tutte le vie di accesso sono sbarrate da transenne, nastri e reti di protezione. Così una persona che fa dopo aver tentato, per ben quaranta minuti, di trovare la strada di casa? Telefona alla polizia municipale.

Questo ha fatto un cittadino che si è trovato nella difficile situazione di non riuscire più ad entrare in casa propria. L'unica era quella di buttare giù una rete o una transenna ma, ovviamente, non si può fare senza mettere a repentaglio la propria sicurezza e quella degli altri. Una situazione surreale ma non quanto quella di telefonare al comando della polizia locale e sentirsi rispondere che le ordinanze di chiusura delle strade le firma il sindaco ed è a lui che bisogna rivolgersi per protestare. E se una persona il numero del sindaco non ce l'ha? De resto non è immaginabile che 30mila persone debbano avere il numero del sindaco e che il primo cittadino debba risolvere il problema di liberare l'ingresso alle abitazioni dei cittadini. Niente paura: anche quello viene fornito a richiesta.

Morale, solo ieri e dopo tutti questi disservizi, il Comune di Nardò si è ricordato (su Facebook!) di pubblicare questo annuncio. Ma la comunicazione è un optional lassù in municipio. O, ormai, si fa solo se è propaganda?
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