Cronaca

LA VIA DELL'ORO - L'unione fa la forza. Ma chi non ha il negozio in via Grassi è penalizzato

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NARDÒ - Una delle maggiori vie della città, una strada che racchiude parte del centro storico e che rappresenta una porzione di quella che comunemente è conosciuta dai cittadini neretini con il nome de "li quatthru porte"... mi riferisco a via Grassi, tratto compreso tra il tempietto dell'Osanna e piazza Mazzini, prima dell'inizio di corso Galliano.


Sono presenti numerose attività commerciali di vario tipo, una zona che da sempre ha rappresentato il passeggio dei neretini unitamente a corso Galliano e via XX Settembre (la "villa").
Una via così importante tanto da stimolare circa un decennio fa anche la costituzione di una associazione dei commercianti, finalizzata alla promozione delle varie attività qui presenti.
Una strada quindi conosciuta, ad alto flusso di traffico veicolare e che negli ultimi anni è divenuto centro nevralgico di parecchie manifestazioni ed eventi pubblici.
Che i commercianti si riuniscano in forme associative è positivo, che vi si organizzino eventi e manifestazioni pubbliche è positivo, soprattutto se vedono direttamente ed economicamente coinvolti i commercianti stessi, i quali si rendono in questo modo parte attiva di quello che può essere uno stimolo e un cambiamento per il bene della città.
Se, invece, eventi e manifestazioni sono finanziati con i soldi pubblici, derivanti dalla tasse comunali pagate da tutti i cittadini e SOPRATTUTTO DA TUTTE LE ATTIVITA' COMMERCIALI PRESENTI IN CITTA' e sul territorio comunale, vale la stessa considerazione? Forse i commercianti presenti, ad esempio su via Roma, via Bonfante o via Pilanuova o altre zone della città, non meritano altrettanta attenzione? Non meritano forse di essere sostenute in egual modo di quelle presenti su via Grassi?
Parliamo di commercianti che ogni giorno si impegnano per portare avanti la propria attività, sostenere le loro famiglie e dare lavoro a qualche dipendente; commercianti che pagano le salatissime tasse e imposte comunali (TARI, occupazione suolo pubblico, insegne e pubblicità, ecc) al pari dei "colleghi" commercianti di via Grassi e che non sono minimamente sostenuti ed accompagnati dall'amministrazione comunale in tante occasioni (purtroppo!).
Parliamo di attività che spesso non ricevono adeguata attenzione per servizi quali igiene urbana, di pulizia delle erbacce e degli escrementi animali, delle strisce orizzontali per parcheggi, fin'anche alle luminarie ed addobbi natalizi!
E qui mi pongo alcune domante. Perché utilizzare soldi pubblici per favorire solo alcuni commercianti? Perché non differenziare le imposte a favore dei commercianti le cui attività sono lontani dai flussi commerciali e turistici o anche compensare e sostenere con altre modalità i servizi per i commercianti ubicati più lontano dal centro?
Come e dove sono stati spesi i finanziamenti messi a disposizione dal Distretto Urbano del Commercio di Nardò da parte dell'attuale amministrazione comunale?
Possibile che un'associazione di commercianti non riesca a pensare e a proporre soluzioni e miglioramenti per il bene di TUTTI gli aderenti? Perché si dedicano solo a favore di pochi?
È forse un caso che su via Grassi vi sono le attività commerciali dell'assessore Puglia, del consigliere comunale De Tullio e della presidente dell'Unione Commercianti di Nardò? Forse non è un po' inopportuno concentrare diversi eventi sempre sulla stessa via? Cosa ne pensa a riguardo il consigliere comunale delegato allo spettacolo e commercio Lelè Manieri?
Questa amministrazione comunale decide autonomamente nelle stanze chiuse di palazzo, e con una ristretta cerchia di "amici commercianti", le scelte sulla programmazione degli spettacoli pubblici, le strategie di miglioramento del commercio, l'utilizzo dei finanziamenti pubblici e la modulazione delle imposte comunali.
In pratica fanno tutto il contrario di quello che dovrebbe essere! Cioè sedersi al fianco dei commercianti, guardarsi negli occhi con onestà e trasparenza, per scegliere insieme tutte le possibili opportunità per il bene della categoria e quindi della città!
PAOLO DE BENEDITTIS