Cronaca

Addio a Mesciu Ucciu Colazzo: il mister del calcio di strada

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NARDO' - Se n'è andato un grande e generoso amico, una presenza rassicurante per generazioni di calciatori.
colazzoMesciu Uccio in un momento di svago al Club Fedelissimi fra Nzinu, Tonio e Giovanni

uccio2Addio a Mesciu Ucciu Colazzo: il padre del calcio di strada, il cuore dei nostri campi polverosi.
Se n’è andato Mesciu Ucciu Colazzo, e con lui un pezzo autentico della storia sportiva e umana di tante generazioni. Un uomo, un totem, una presenza sacra per generazioni di ragazzi cresciuti tra le pietre e le pozzanghere dei campetti improvvisati. Quei campi duri, rocciosi, a volte acquitrinosi, dove il calcio non era tecnica ma passione, non era scuola ma istinto e, a volte, talento. E lui, Mesciu Ucciu, era il faro.
Mesciu Ucciu non ha mai avuto bisogno di un patentino per insegnare. Bastava il suo sguardo severo per placare un litigio, bastava la sua voce per dare ordine a una partita che sembrava sfuggire. Era il regista invisibile dei tornei cittadini, quelli veri, quelli dove il pallone era pesante, durissimo, e le porte erano fatte con le pietre. Dove il sudore si mischiava con la polvere. Dove i ragazzi di strada, che non conoscevano la parola "scuola calcio", trovavano in lui un maestro, un padre, un riferimento assoluto.
I ragazzi di ieri, oggi padri e nonni, portano nel cuore il ricordo di quell’uomo dal lignaggio morale altissimo. Mesciu Ucciu non ha mai cercato applausi, ma ha ricevuto rispetto. Era la spalla su cui poggiarsi, il consiglio saggio, la mano tesa. Ha cresciuto generazioni con il solo esempio, con la sola presenza. E anche quando l’età ha cominciato a farsi sentire, non ha mai smesso di esserci.
Negli ultimi anni, nonostante le difficoltà a deambulare, Mesciu Ucciu è stato una presenza costante nel Club Fedelissimi. Lì ha continuato a donare la sua esperienza, il suo carattere paterno, il suo spirito coinvolgente. I giovani lo ascoltavano con rispetto, i meno giovani lo abbracciavano con affetto. Era il ponte tra passato e presente, tra memoria e futuro.
Oggi lo salutiamo con le lacrime agli occhi, ma anche con la gratitudine nel cuore. Lassù, Mesciu Ucciu ha ritrovato gli amici di vecchie battaglie. E siamo certi che anche lì, tra le nuvole, si gioca a calcio. Con discussioni accese, con palloni improvvisati, con la stessa voglia di vivere che lui ci ha insegnato.
Che la terra ti sia lieve, Mesciu Ucciu. Il tuo nome resterà inciso nella polvere dei campi, nei racconti dei padri ai figli, nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerti.
Con gratitudine.
Club Fedelissimi “Sergio Orlando” - Nardòuccio3