Cronaca

L'addio a Mario Cipressa, maestro falegname, simbolo di una Nardò operosa che va scomparendo

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NARDO' - C'è stata, sì, una città laboriosa, un mosaico composto da centinaia di botteghe artigiane, di valorosi lavoratori in grado di far progredire le proprie famiglie e l'economia del luogo dove hanno vissuto. mariocipressa

Una Nardò destinata a scomparire, travolta dalla grande distribuzione e dagli oggetti "usa-e-getta". Un tempo, invece, ogni manufatto era unico, ogni lavoro fatto a mano diventava una sorta di opera d'arte. Ecco, il maestro Mario, per tutti "mesciu Mariu", è stato un tassello importante di questa città.

Mario Cipressa, il falegname di Via Bernardini 15, manda un caro saluto, l'ultimo, a tutti i suoi amici ed ai clienti di una vita con cui ha condiviso vicende lavorative e affettive. Con lui si chiudono anche i battenti della sua storica bottega: è stato un uomo buono, leale e giusto. Grande lavoratore ed esempio per tutti.
Lo descrivono, per tutti e adornate da teneri ricordi d'infanzia, le parole del dottor Lucio Tarricone: 

"Mesciu Mariu", la nostra infanzia... trascorsa nella sua bottega a cercare tavole per assemblare monopattini e fucili a molla ascoltando le dotte argomentazioni di una persona semplice, buona, gran lavoratore. Se ne è andato un " Maestro", un amico.