NARDO' - Il Consorzio dell’Arneo dovrà restituire ad Albano Carrisi il tributo annuale versato per la manutenzione dei terreni agricoli nella sua Cellino San Marco. Ma il Consorzio ha proposto appello.
Una contribuente illustre che, per ora, l’ha spuntata visto che il cantante Al Bano dovrà essere rimborsato di quanto pagato nel 2016 come tributo 630: 394,78 euro.
Una somma modesta ma anche una questione di principio, come lo è per centinaia le persone, soprattutto agricoltori e proprietari terrieri, che si stanno rivolgendo alle corti di Giustizia tributaria per annullare le cartelle di pagamento notificate, nel tempo, dai quattro consorzi di bonifica pugliesi: Arneo, Stornara e Tara, Terre d'Apulia e Ugento Li Foggi.
Il tributo 630 è, infatti, relativo a interventi di manutenzione ordinaria del territorio che riguardano la sicurezza di tutta la collettività ma che quasi tutti i cittadini vivono come una vessazione. Intanto questa sentenza, alla quale ne stanno seguendo molte altre, apre un fronte e dà speranza ad un agguerrito comitato che sta contestando, in tutte le sedi istituzionali, la condotta dei consorzi. Va detto, infine, che lo stesso Consorzio Centro Sud Puglia, che nel 2017 ha accorpato i quattro consorzi pugliesi, proporrà appello avverso la sentenza.
Un tempo enti autonomi ed indipendenti ma che sono stati prima commissariati e poi soppressi per essere unificati nel Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia.
Al Bano, per conto della società Casa Carrisi, ha ottenuto la restituzione di quanto richiestogli dal, Consorzio speciale per la bonifica dell’Arneo che ha sede a Nardò ma si occupa di un vasto territorio di oltre 250mila ettari, addentrando le sue competenze fino alle province di Taranto e Brindisi.
Il cantante ha contestato una cartella di pagamento del 2016 ottenendo anche e con ulteriore aggravio di spese per l’ente, quasi 800 euro di pese legali per il suo avvocato. C’è da giurare che anche le bollette successive siano state contestate.
La questione del tributo 630 è annosa e la politica non è mai riuscita a risolverlo anche perché il gettito è essenziale per la sopravvivenza dei consorzi che hanno centinaia di dipendenti. Il 630, in particolare, è il contributo di bonifica dovuto dai proprietari di immobili situati in aree soggette a bonifica per finanziare la manutenzione e la gestione delle opere idrauliche. È un tributo annuale, e il suo pagamento è al centro di controversie in regioni come la Puglia a causa della presunta inadempienza dei consorzi di bonifica nel fornire i servizi necessari.
Solo martedì scorso i comitati degli agricoltori, che hanno anche manifestato a lungo davanti alla sede dell’Arneo, hanno inviato una diffida all’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, chiedendo la sospensione del contributo, l’annullamento delle procedure di riscossione e dei procedimenti esecutivi come i fermi amministrativi di veicoli come mezzi agricoli e trattori. Perché c’è anche questo problema gravissimo delle aziende che si trovano a non poter lavorare perché non hanno pagato il tributo.
Il commissario straordinario del Consorzio, Francesco Ferraro, ha anche incontrato i responsabili dei comitati: Pino Brancasi de La voce del cittadino, Salvatore Perrone di Gruppo Salento, Antonio Morleo di Torre Santa Susanna, l’onorevole Paolo Rubino di Tavolo Verde di Palagianello e il presidente Pietro Ricci ma la sospensione delle cartelle, in attesa di un riordino normativo della materia, non sarebbe assolutamente praticabile.
Giuseppe Mancarella, dei Cobas di Lecce, così spiega le reiterate proteste: “A tutt’oggi il Consorzio di Bonifica ex Arneo, adesso Consorzio unico Centro Sud Puglia, continua a vessare anche con azioni coercitive piccoli e grandi consorziati costringendoli a rivolgersi alla giustizia tributaria con spese e rischi connessi, per contrastare tributi come lo 0630 e lo 0648) non dovuti. Senza contare i danni incalcolabili della Xylella, della siccità, della crisi idrica, calamità atmosferiche, IMU da versare ai Comuni e quant’altro, hanno messo ancor di più in ginocchio il comparto agricolo, con ripercussioni negative sull’economia del territorio, ci mancavano pure le cartelle esattoriali dell’ente Consorzio”.