NARDÒ - Monte Croce, un progetto per riscoprire e difendere un luogo simbolo.

Sarà presentato sabato 21 marzo 2026, alle ore 18.30, presso la sede sociale di via Seminario 3 a Nardò, il progetto culturale “Monte Croce di Santa Maria al Bagno”, promosso dall’associazione Punto d’Incontro APS.
Un’iniziativa nata con l’obiettivo di valorizzare e raccontare uno dei luoghi più suggestivi della costa ionica, attraverso un approfondito lavoro di ricerca sul contesto geografico, storico e archeologico dell’area.
Il progetto prende forma proprio a seguito dell’affidamento della zona di Monte Croce all’associazione nel 2022, deciso dall’amministrazione comunale dopo una serie di episodi di vandalismo che, negli anni precedenti, avevano colpito l’area.
Da quel momento, Punto d’Incontro APS si è impegnata nella tutela e nella cura del sito, affiancando alle attività di manutenzione un percorso culturale volto a rafforzare la consapevolezza del valore storico e simbolico del luogo.
Durante la presentazione, curata da Gino e Graziano Caputo, saranno proiettate e commentate circa cento fotografie d’epoca e documenti inediti, risalenti ai primi del Novecento, frutto di sei mesi di ricerca.
Monte Croce, infatti, non è solo un punto panoramico, ma un luogo carico di significato per la comunità locale. A dominare la baia di Santa Maria al Bagno è la monumentale scultura in acciaio raffigurante una croce a quattro braccia, alta circa sei metri, donata al Comune dallo scultore Simon Benetton e inaugurata nel 1976, alla presenza tra le diverse autorità dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Corrado Ursi e del vescovo dell’epoca, monsignor Antonio Rosario Mennonna.
Un simbolo identitario che nel tempo è diventato riferimento visivo e culturale per residenti e visitatori.
Negli anni, tuttavia, l’area è stata più volte oggetto di atti vandalici: dalle scritte con vernice spray sulle rocce fino ai danneggiamenti della segnaletica installata per sensibilizzare al rispetto del luogo. Episodi che hanno contribuito a determinare la scelta di affidare la gestione del sito a un’associazione del territorio, con l’intento di contrastare il degrado e promuovere una maggiore attenzione collettiva.
Il progetto culturale si inserisce dunque in questo contesto come uno strumento di tutela indiretta: recuperare la memoria storica e rafforzare il legame tra cittadini e territorio per prevenire comportamenti incivili. Perché, come sottolineano i promotori, la conoscenza e il senso di appartenenza rappresentano le prime forme di difesa di un patrimonio che appartiene all’intera comunità.