NARDO' - Per la prima volta nella storia della sfilata del 2 Giugno di Roma lungo Via dei Fori Imperiali, a scortare il Medagliere sulla camionetta d'onore non c'erano gli ex Internati Militari Italiani, ma i loro figli: un passaggio del testimone generazionale che porta la memoria dei padri nel cuore della Repubblica, tra la gente, per continuare a custodire i valori di libertà e democrazia nati dal loro coraggio.
A detta di Anna Maria Sambuco, Presidente dell’ Associazione Nazionale ex Internati (ANEI), “la scelta di far sfilare il Medagliere degli IMI sulla camionetta d'onore, davanti alle massime autorità dello Stato, rappresenta il più alto riconoscimento pubblico al sacrificio dei 650.000 Internati Militari Italiani“.
Il rifiuto di aderire con il loro deciso NO alla Repubblica Sociale di questi militari , tra cui molti di Nardò e del Salento, costituì per i nazisti e i fascisti un affronto e una negazione di altissimo valore politico tanto che Mussolini, nel settembre 1944, abbandonò definitivamente gli internati nei lager tedeschi, privandoli della loro qualifica di militari e delle poche garanzie che essa implicava.
La “resistenza senza armi” degli Internati Militari Italiani rappresenta una pagina luminosa della Seconda Guerra Mondiale, che mitiga la grande amarezza di quel triste periodo. Una resistenza che trovò il suo punto di forza principale nel giuramento di fedeltà alla Patria. Una resistenza che, dopo lo sbandamento dell’8 settembre 1943, valse a dimostrare che il soldato italiano sapeva portare con onore l’uniforme anche in prigionia, pur se al prezzo di pesantissimi sacrifici e della morte.
Pantaleone Pagliula