NARDÒ - Una strada chiusa al traffico per far spazio alla convivialità, il profumo della brace, le note del karaoke e, soprattutto, il sorriso di tantissimi cittadini.
Via G. Ungaretti si è trasformata per la seconda volta in un grande salone a cielo aperto in occasione della "Cena di Vicinato", un’iniziativa che si conferma un appuntamento straordinario per il tessuto sociale neretino.
Nata su impulso dei residenti della zona e sostenuta con convinzione dall'Amministrazione comunale, la manifestazione ha bissato, anzi superato, il successo dello scorso anno. Dal pomeriggio il tratto compreso tra via Incoronata e via O. Quarta ha spento i motori delle auto per accendere l'energia della condivisione e del divertimento.
A rendere magica la serata è stata una macchina organizzativa impeccabile, capace di unire la buona cucina salentina all'intrattenimento più genuino. I residenti si sono superati: una ricca grigliata di carne ha deliziato i presenti, accompagnata dall'immancabile e fragrante "pettolata", un vero e proprio simbolo di festa e tradizione locale.
Ma non si è trattato solo di buona tavola. Ad accendere l'entusiasmo dei più giovani (e non solo) è stato un agguerritissimo mini torneo di calcio balilla, che ha visto sfide goliardiche all'ultimo gol tra i vicini di casa. A fare da colonna sonora all'evento, un travolgente karaoke che ha scatenato la piazza, tra grandi classici della musica italiana cantati a squarciagola e tante risate.
Tradizione, sorrisi e socialità: a parlare chiaro sono le immagini della serata, una folla festante di ogni età, vicini che si riscoprono comunità e cittadini accorsi per condividere cibo, storie e tempo prezioso. L'obiettivo dell'evento, del resto, era proprio questo: valorizzare il buon vicinato e rafforzare l'inclusione, dimostrando come lo spazio pubblico possa diventare un luogo di calore umano e socializzazione.
La festa si è protratta fino a tarda sera, tra musica, brindisi e la promessa, ormai implicita, di darsi appuntamento al prossimo anno per una terza edizione. "Perché" - come ci dice Salvatore, uno degli animatori dell' iniziativa - "quando ci si ritrova di persona a condividere una tavola ed i suoi valori, gli uomini dimostrano che il senso di appartenenza è più forte di qualsiasi barriera".