L’ Accademia delle Belle Arti di Lecce ha inaugurato il 10 Giugno una mostra, visitabile fino al 26 giugno, in cui sono stati invitati 40 espositori di diverse generazioni di artisti, ex alunni, che dal 1930 al 1979 hanno frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lecce.
Questa iniziativa si inserisce nelle attività di divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio artistico dell’Accademia, con particolare attenzione alla storia didattica dell’istituto e al rapporto con la comunità di ex studenti e docenti che ne hanno contribuito a costruire il profilo nel corso dei decenni.
L’artista neretina Laura Manieri è presente in questa importante mostra con la sua opera artistica consistente in uno scrigno di legno decorato ad acrilico, denominata “evoluzione di una foglia di acanto“ che è il risultato di una serie di decorazioni che vede la foglia di acanto elaborata nel corso degli anni nelle sue diverse forme, da quelle più geometrizzate a questa ultima più morbida e voluttuosa.
L’ acanto simbolo di resurrezione, immortalità e resilienza, dalla cultura greca è arrivata fino a noi attraverso i secoli nelle varie espressioni artistiche, non ultimo il barocco che l’ha vista protagonista. L’artista l’ha fatta sua, riproponendola nel suo percorso artistico trovando applicazione in diverse espressioni decorative dalla ceramica al trompe-l’oeil, al legno, ai merletti.
Con questo importante evento, unico della storia della Accademia e della città di Lecce, l’Accademia di Belle Arti propone un racconto che intreccia passato e presente valorizzando da una parte le figure che hanno contribuito alla sua storia, dall’altra l’apertura verso pratiche e linguaggi contemporanei, nella prospettiva di consolidare il proprio ruolo come luogo di formazione, produzione culturale e dialogo con il territorio.
Importante l’acquisizione nel patrimonio permanente dell’Accademia di un opera di Alfred Milot Mirashi, artista albanese naturalizzato italiano che da anni sviluppa una ricerca incentrata sul simbolo della chiave . L’opera realizzata in acciaio corten, alta un metro e ottantacinque centimetri rappresenta i valori dell’incontro , dell’inclusione e dialogo tra culture differenti.