Cronaca

TRANSENNE O PALETTI - La discesa per Santa Caterina sempre più utilizzata da persone a piedi. Perché non realizzare un percorso pedonale?

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NARDÒ - "La scesa ti lu podestà" la chiamano ancora gli anziani perché lì villeggiava un potente politico del Ventennio. Ma oggi è una delle poche strade percorribili per raggiungere Santa Caterina, la riserva di caccia di pochi commercianti. Ma sta diventando sempre più teatro di incidenti. L'altra sera, da noi documentato, il sinistro in seguito al quale una ragazzina si è fratturata la caviglia dopo essere scivolata con lo scooter sugli aghi di pino. Allora ecco una proposta: più manutenzione e più regole per quella che sta diventando l'unica via di accesso al lungomare considerando i divieti che ormai impreversano nella marina.

L'incidente è solo il pretesto per parlarne ma chiunque sia intervenuto, l'altra sera, si è reso conto di un particolare: da quando mancano i parcheggi a Santa Caterina e c'è la ZTL, la coperta è corta. Molte più persone tentano di parcheggiare lungo i tornanti, anche in curva. Se prima le auto sostavano fino alle prime due curve in basso ora le auto in sosta superano la sede distaccata della Lampara (l'unica villa che si trova suolla destra del percorso) e quasi raggiungono l'inizio della strada.

Di conseguenza lo spazio per le auto in transito è sempre più esiguo e le auto sfiorano i pedoni che, alla luce fioca dei lampioni, salgono o scendono. Molti sono vestiti di nero e ciò rende abche difficile vederli. A ciò si aggiunga (è successo qualche sera fa con un'auto bianca con a bordo alcuni giovani) che qualcuno, forse per errore, risale contromano.
Allora la soluzione è solo una: una barriera, fatta di paletti o transenne fisse in legno, come quelle posizionate in zona Mondonuovo all'altezza di stradone Palombaro così da proteggere i pedoni che decidono, coscienziosamente, di parcheggiare a monte e percorree quelle poche centinaia di metri per raggiungere Santa Caterina in totale sicurezza.  IMG 20260718 WA0060