Cronaca

Salvatore Lega: lo chef che unisce cucina, solidarietà e territorio a Nardò

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NARDO' - Non solo cucina, ma territorio, solidarietà, cultura e ospitalità. È questa la dimensione che negli anni ha accompagnato il percorso dello chef Salvatore Lega, diventato sempre più una presenza riconoscibile e un punto di riferimento per la città di Nardò.

La sua storia professionale nasce dall’incontro tra due mondi: la tradizione pugliese e l’esperienza maturata in Francia, in particolare a Parigi, dove Lega ha costruito una parte importante del proprio percorso nel mondo della gastronomia. Un bagaglio che ha poi riportato nel Salento, dando vita a una proposta capace di raccontare il territorio attraverso una cucina internazionale ma profondamente legata alle proprie radici.

Con Le Parigò, lo chef ha portato a Nardò un’idea di ristorazione che va oltre il semplice momento gastronomico: un luogo di incontro, contaminazione e convivialità, nel quale cucina, cultura e territorio possono dialogare.

Ma è soprattutto il suo impegno fuori dai fornelli ad aver contribuito a costruire nel tempo un rapporto particolare con la comunità.

Lega è infatti da anni impegnato in attività a carattere sociale, attraverso collaborazioni con istituzioni, scuole e realtà come la Caritas, partecipando e organizzando iniziative e cene solidali. Un impegno che racconta una concezione della professione nella quale il successo personale acquista valore quando riesce a trasformarsi anche in qualcosa di utile per gli altri.

“Sempre presente” potrebbe essere la sintesi più efficace del suo rapporto con Nardò: presente nelle iniziative, presente quando c’è da sostenere il territorio, presente nel creare occasioni di incontro e presente nel valorizzare ciò che la città offre.

E proprio questa vocazione all’ospitalità ha trasformato negli anni il suo locale in un luogo capace di accogliere non soltanto cittadini e visitatori, ma anche personalità del mondo dello spettacolo e artisti che arrivano e lavorano sul territorio. La cucina diventa così anche un linguaggio attraverso il quale incontrarsi, conoscersi e raccontare una città.

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È un aspetto che si lega perfettamente al percorso professionale dello chef, che già durante la sua esperienza francese aveva avuto modo di entrare in contatto con numerosi personaggi del mondo dello spettacolo. Un’esperienza che Lega ha poi portato con sé nel Salento, contribuendo a fare della sua attività un punto d’incontro tra gastronomia, cultura e intrattenimento.

Il suo percorso, inoltre, non si è limitato alla ristorazione. Nel corso degli anni ha svolto attività di formazione, collaborato con realtà professionali e culturali e partecipato a manifestazioni gastronomiche, portando fuori dai confini locali una cucina capace di mettere insieme identità salentina e influenze francesi.

E oggi il riconoscimento arrivato con il Premio Città di Nardò 2026, dove Salvatore Lega è stato inserito tra le eccellenze premiate della città, rappresenta anche un segnale del legame costruito nel tempo con il territorio.

In una città che cresce e che sempre più spesso diventa palcoscenico di eventi, cultura, turismo e spettacolo, figure come quella di Salvatore Lega assumono un ruolo particolare: quello di chi riesce a mettere a disposizione la propria professionalità per creare relazioni e occasioni di incontro.

Chef, imprenditore, uomo del sociale e soprattutto padrone di casa.

Perché alla fine è proprio l’ospitalità il filo conduttore della sua storia: accogliere un cliente, un artista, un ospite o un’associazione significa, per Salvatore Lega, aprire le porte non soltanto di un locale, ma di una comunità.

E così, tra un piatto che racconta la Puglia e un incontro con un artista di passaggio, tra una cena solidale e un evento, Salvatore Lega continua a essere una presenza costante nella vita della città.

Una presenza che, nel tempo, è diventata parte del racconto stesso di Nardò.