NARDO' - Non è un odore di liquami, assolutamente, nè di bruciato: è, inequivocabilmente, una intensa puzza di letame. Curato o pellettato in disfacimento. Il fenomeno si verifica non appena il letame viene distribuito sul terreno, nei primi tre o quattro giorni e viene esaltato dall'umidità del mattino o quando, a sera, i terreni rilasciano il caldo accumulato nel corso della giornata. In questi giorni, a seconda della direzione del vento, l'odore è stato percepito fino in centro a Galatone e poi nella zona 167 e Castello a Nardò. Ma ci sono testimonianze anche dal centro storico, zona Stadio e quartiere San Gerardo.
"Vi dico la verità - spiega l'agricoltore - perché sono sorpreso per le segnalazioni quasi infastidite. Meglio la puzza di plastica bruciata? Meglio i concimi chimici? E però tutti corrono al prodotto “bio”, all’ortolano dietro casa che non usa la “chimica”, che coltiva come si faceva un tempo, senza “midicine”. Poi se si usano concimi naturali come il letame “fa puzza”. Mi sorprende il fatto che sia una pratica quasi dimenticata, rimossa dalla gente. Ma è così che per secoli abbiamo reso fertili i nostri campi".
La concimazione avviene con letami curati (prelevati dalle stalle e accumulati in groissi cumuli lasciati maturare: il letame fresco produce gas e fortissimo calore e fa danni alle coltivazioni, quello maturo con diversi mesi di cura è ottimo per ogni genere di terreno, dalle orticole ai frutteti fino alle coltivazioni intensive.