SANITÀ - La rivolta di 6mila e oltre cittadini. Salento trattato come un bancomat per finanziare i mega-hub di Bari e Foggia. Politici salentini, fatevi sentire o sarete complici.
Con pec inviata al Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e al Direttore Generale della Asl Lecce Gianluca Capochiani, il Comitato Spontaneo di Liberi Cittadini, forte del mandato di oltre seimila firme di cittadini – chiede un radicale cambio di passo nella politica sanitaria regionale.
Il divario cronico nella ripartizione delle risorse pubbliche in PUGLIA è ormai inaccettabile. Mentre l’asse BARI-FOGGIA continua a fagocitare la stragrande maggioranza dei finanziamenti (oltre 900 milioni di euro all’anno di fondi speciali extratessera per la ricerca e i policlinici) e a beneficiare di mega-strutture ospedaliere sia storiche che di nuova generazione, la provincia di LECCE viene ridotta a Cenerentola della sanità pugliese, usata come un bancomat dei servizi.
Tagli e restrizioni colpiscono quasi esclusivamente i presidi salentini per ripianare debiti e buchi miliardari generati dai macro-hub del centro-nord pugliese. Calpestati i diritti di una popolazione di 800mila abitanti, la più anziana e fragile della regione. Emblema di questa politica fallimentare è il Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di NARDÒ (ex ospedale "San Giuseppe Sambiasi").
Il Protocollo d'Intesa sottoscritto nel 2013 che vincolava le istituzioni a garantire un polo territoriale d'eccellenza in cambio della chiusura dei reparti per acuti, è stato solennemente tradito. La realtà sul campo descritta dal Comitato cancella ogni narrazione trionfalistica.
Centro PMA (Procreazione Assistita). Un tempo fiore all'occhiello pubblico del Salento, è stato smantellato e dismesso in nome di una centralizzazione su LECCE che ha prodotto solo liste d'attesa bibliche.
La farsa della nuova TAC. Presentata come apparecchiatura di ultima generazione, si è rivelata una macchina ordinaria, spesso inaccessibile o inutilizzabile per la cronica carenza di personale radiologo.
Cantieri immobili e uffici fantasma. I potenziamenti legati all'Ospedale di Comunità tramite i fondi Pnrr viaggiano a passo di lumaca, mentre la Centrale Operativa Territoriale (COT) e la telemedicina restano scatole vuote senza medici né infermieri, costringendo un distretto di 150mila utenti a intasare i Pronto Soccorso di GALLIPOLI e COPERTINO.
Il Comitato lancia un ultimatum perentorio alla politica salentina, senza distinzioni di schieramenti: consiglieri regionali, parlamentari ed europarlamentari eletti nel nostro territorio si facciano carico immediatamente di questa battaglia. Chi sceglie il silenzio e la passiva accettazione del “Bari-centrismo” è complice del declassamento del nostro territorio.
Chiediamo a Regione Puglia e Asl Lecce la convocazione entro 15 giorni dalla presente di un tavolo di confronto urgente e lo sblocco del personale necessario per rendere realmente operativo il PTA di NARDÒ.
In caso contrario, il Comitato adirà le vie legali presso la Procura della Repubblica e le magistrature contabili e amministrative per interruzione di pubblico servizio e violazione dell'Articolo 32 della Costituzione, avviando contemporaneamente dure e perentorie forme di mobilitazione popolare.
Il presidente del Comitato
dott. Gerardo Vallone