Cronaca

PAROLE CHE VOGLIAMO SENTIRE - Un luogo si valuta da come tratta, ascolta e investe sulle proprie generazioni future

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A Nardò i giovani sono in fermento.
Sentirete presto la loro voce.
C’è chi è rimasto, chi è partito, chi ha deciso di tornare.
Molti di loro hanno pensato e deciso di unirsi e dar voce ai propri sogni, speranze, aspettative, inseguendo il loro futuro.
A noi adulti il compito di ascoltarli, coinvolgerli, lasciando loro la libertà ed il diritto di scegliere:
-di RESTARE, per dare energia alla propria comunità, porre solide basi dove costruire il proprio futuro.
-di PARTIRE, per conoscere le esperienze del mondo, specializzare le proprie professionalità, studiare e vedere affermata la giusta meritocrazia.
-di TORNARE, per vivere, portando competenze, idee nuove, progetti ambiziosi, con la chiara speranza di ritrovare una comunità capace di dare valore, di riconoscerli, definitivamente trattenerli per realizzare Insieme il futuro di tutti.

Restare deve essere: trovare terreno fertile da coltivare.
Partire deve essere: una libera scelta.
Tornare deve essere: un’opportunità.

Le giovani visioni sapranno incidere efficacemente nei processi decisionali di ogni comunità portando idee innovative, competenze digitali, maggiore flessibilità ed adattamento al lavoro e sapranno correre al passo dei tempi oramai sempre più veloci.
Al pari, i meno giovani dovranno andargli incontro, accorciando le distanze e supportandoli con le loro esperienze di vita amministrata e vissuta.

Spetta a chi avrà l’onore e l’onere di amministrare Nardò creare le fondamenta perché questo si realizzi, farlo diventare un’opportunità concreta, un vero e proprio primario “obiettivo politico”.
Questo dovrebbe fare la Politica: cogliere le istanze dei giovani cittadini ed Insieme trasformarle in progetti concreti e decisioni responsabili.
Se non ora, quando?

Tommaso De Vitis (Avvocato)