SALVE - Questa mattina, i militari della stazione carabinieri di Salve hanno arrestato G.D.A. 40enne di Morciano di Leuca, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, poiché ritenuto responsabile della rapina in danno di un cittadino africano, in attesa delle pratiche di accoglienza presso una onlus locale.
La vittima, una mattina di luglio, inspiegabilmente, si reca a Torre Vado e dopo aver abbandonato gli effetti personali sul molo, si tuffa nelle acque del porto per suicidarsi. Il gesto, non comune, viene notato da un bagnino che si tuffa a sua volta, riuscendo a salvare il malcapitato.
Riacquistate le minime condizioni di salute per ascoltarlo in ordine al gesto inspiegabile, racconta ai carabinieri e all'interprete che aveva deciso di farla finita perché poco prima tre persone, di cui uno armato di pistola gli avevano rapinato 2.400 euro, frutto di risparmi e sacrifici.
Ecco i fatti della rapina. Poche ore prima del tentato suicidio, l'uomo di origini africane incontra G.D.A. in una tabaccheria di Salve. Volano parole grosse e nel corso dell'alterco, il quarantenne italiano intravede le banconote da 100 e 200 euro della vittima. Improvvisamente scoppia la pace e come gesto di buona volontà, l'italiano si offre di accompagnare la vittima nella struttura dove soggiornava. In quella struttura non arriveranno mai. Durante il tragitto il quarantenne di Morciano di Leuca si ferma in una zona periferica dove lo aspettano due complici, uno dei quali come armato. I tre gli sottraggono il denaro e lo minacciano di morte nel caso lui li avesse denunciati. La scena che si svolge nel porto di Torre Vado non sfugge a un testimone che aiuterà a fare chiarezza sui fatti.
La vittima quindi trova il coraggio di riconoscere il suo aguzzino e si affida ai carabinieri che espongono i fatti al pubblico ministero Elsa Valeria Mignone. Al termine di ulteriori accertamenti richiede la custodia cautelare al Gip Giovanni Gallo. Le indagini continuano per identificare gli altri due complici.