PORTO CESAREO - Ancora una bomba - la terza - contro gli amministratori o persone vicine all'Amministrazione.
Stanotte un nuovo botto scuote la comunità cesarina ma appare evidente come non si possa vivere più con questo terrore costante.
Una bomba, stavolta ad alto potenziale, viene fatta scoppiare vicino all'auto della moglie del primo cittadino, Salvatore Albano, distruggendola totalmente. Già pochi mesi fa - in giugno - era stata presa di mira la stessa villa del sindaco mentre un altro obiettivo di un attentatore è stato lo studio di un professionista convenzionato col Comune.
Stavolta la strategia era tesa ad alzare il tiro: non un semplice avvertimento, come nel caso della bomba carta potenziata sul cancello della villa, ma un vero e proprio attentato finalizzato a distruggere: questo emergerebbe, al momento, dai primi rilievi effettuati dai carabinieri accorsi sul posto poco dopo il botto, udito a grandi distanze, poco dopo la mezzanotte.
Un attentato e' stato compiuto la notte scorsa ai danni dell'auto della moglie del sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano. L'ordigno, piazzato sotto l'auto, una Lancia Musa, parcheggiata davanti all'abitazione del primo cittadino, in via Amba Alagi, e' esploso intorno mezzora dopo la mezzanotte danneggiando gravemente la vettura.
E' il secondo attentato che viene messo a segno contro il sindaco Albano nel giro di cinque mesi. L'11 giugno scorso, un altro ordigno era stato fatto esplodere davanti al cancello della sua casa che rimase leggermente danneggiato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Campi Salentina.
Il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, ha lanciato un appello alle istituzioni, in particolare alla prefettura, affinche' si prendano provvedimenti a difesa dell'incolumita' del sindaco Albano e della sua famiglia.