NARDO'/GALATONE/PROVINCIA DI LECCE - Sovrappasso ferroviario tra Nardò e Galatone. Un incontro negli uffici della provincia riaccende la speranza. Nei giorni scorsi si è tornato a parlare del grande progetto che prevede l'eliminazione dell'attraversamento ferroviario sulla ex statale 174, la Nardò-Galatone.
Giovedì scorso, infatti, il presidente della provincia Antonio Gabellone, l'assessore provinciale Massimo Como, il sindaco di Galatone Livio Nisi, l'assessore ai Lavori Pubblici di Nardò Vincenzo Renna, insieme ad un nutrito gruppo di tecnici si sono confrontati sulla possibilità di attivare al più presto le procedure per dirimere definitivamente la lunga e complessa questione.
Si è pianificata una strategia comune che passa dall'adozione da parte del comune di Galatone di una deliberazione consiliare di sospensione dell'efficacia della precedente deliberazione di approvazione della variante, nelle more del perfezionamento delle due procedure di verifica di assoggettabilità VIA e VAS di competenza rispettivamente di provincia e regione. La realizzazione di questa imponente opera punta a eliminare i disagi causati dall'interruzione del traffico veicolare al passaggio dei treni.
Le code di automezzi, soprattutto nelle prime ore della giornata, sono lunghe centinaia di metri in entrambi i sensi di marcia. E nel periodo estivo creano pericolosi ingorghi anche sugli svincoli della statale 101, la Lecce-Gallipoli. La situazione è ulteriormente peggiorata dopo il recente ricordino ospedaliero. Le autoambulanze che partono da Nardò e dai paesi vicini rischiano di rimanere bloccate per decine di minuti dietro le barre del passaggio a livello. Una condizione da paese sottosviluppato.
Il progetto per scongiurare queste evenienze esiste e gli enti che ne curano l'iter processuale sembrano essere d'accordo sulla realizzazione dell'opera. L'unico ostacolo è rappresentato dai ricorsi giudiziari di alcuni privati. Interessi che si contrappongono alla pubblica utilità della variante urbanistica e che fino ad ora sono riusciti ad allungare i tempi di realizzazione. Oltre cinque milioni di euro, una nuova strada di sessanta metri, tre campate per dribblare la ferrovia e una rotatoria di raccordo rimangono appesi ad un filo.
Riusciranno gli enti coinvolti a vincere il braccio di ferro?