NARDO' - "Quando gli amministratori latitano - dice il nostro lettore - regna l'anarchia assoluta".

Nella città che ha testimonianze antichissime risalenti alla preistoria, si consente e condivide, ormai da più mesi, uno scempio architettonico e paesaggistico del genere.
Vero è che buona parte degli amministratori, anche quelli del passato, non ha mai dimostrato particolare cura ed amore per gli spazi a verde, ma a così tanto non si era mai arrivati.
A due passi dall’ospedale e dal centro storico si coltiva e si realizzano opere dal “gusto” tutto personale a discapito della sensibilità e dignità altrui.
La popolazione di Nardò, risalente al periodo Messapico, che ha attraversato quello Romano e Bizantino, sino a giungere al ducato degli Acquaviva e via via discorrendo, con ampie testimonianze delle arti e capacità raggiunte in ogni epoca, lascerà ai suoi posteri anche la testimonianza dell’incuria e dell’architettura dei giorni nostri.
Siamo passati dal famoso detto "quandu ‘nceranu l’igne alla chiazza” a “quandu ‘nceranu li rape all’uspitale”.
Tutto quanto sopra senza urtare la sensibilità di alcuno, ma come atto dovuto e senso civico di cittadino.
Marco Chiffi