NARDO' - Qualche giorno fa abbiamo letto che, degli anonimi, chiedono le dimissioni dell'assessore Renna. Con molto stupore e dispiacere abbiamo appreso e discusso questa iniziativa, per molti versi sorprendente, e ci siamo chiesti: che colpe ha questo assessore per chiedergli di andare via? Ed ancora. L'incapacità di mettere in sicurezza le nostre strade con la relativa segnaletica, per quanto grave è imputabile solo a lui? Perchè si chiede solo a lui di lasciare l'incarico?
Allora abbiamo guardato ai fatti e ci siamo detti, ma l'assessore Renna non è la stessa persona che ogni qualvolta la nostra associazione lo ha chiamato in causa lui non si è tirato mai indietro, anzi ci invitava a vigilare e a continuare ad indicare pericoli ed interventi da eseguire sulle strade di Nardò.
Io personalmente come Responsabile dell'associazione non più di una settimana fa, abbiamo eseguito un sopralluogo sulle strade periferiche e non e lo stesso Assessore ha apprezzato con attenzione i rilievi da me proposti in relazione alla necessità di rivedere con più rigore i controlli sui ripristini eseguite dalle imprese che realizzano interventi di urbanizzazione primaria sulla città, gas acquedotti, fogne, telefonia e luce.
Ho sentito argomentare dall'assessore sul rilancio che la sicurezza stradale avrà con l'appalto per le manutenzioni stradali che recentemente ha avuto anche l'avvallo dal Consiglio Comunale, non che il suo rincrescimento che cavilli burocratici hanno impedito di avviare i lavori già in autunno ancor prima delle precipitazioni atmosferiche invernali.
Come non sostenere un amministratore che fa della partecipazione con i cittadini uno strumento di lavoro, come non credere ancora in una persona che risponde sempre al telefono rispetto ad ogni emergenza e che le cose le va ad appurare con i suoi occhi.
La petizione di firme dissimula ben altro problema e appare strumentale rispetto ad altra questione, anche questo dovrebbe portarci a riflettere e a invitare ancor di più L'Assessore Vincenzo Renna a restare al suo posto per il bene della città.
Il Presidente
(Walter Gabellone)