NARDO' - La crisi c'è, i politici no. Che, per altro, aumentano il fondo dei dirigenti e precludono per cinque anni le possibilità di piantare anche solo un chiodo per conto del Comune.
Dopo l'incontro con gli amministratori comunali, i responsabili delle piccole imprese della Società operaia di Nardò “Giovanni Zuccaro” si ribellano alla disattenzione della politica cittadina, di destra e di sinistra. “Con rare eccezioni – dicono i firmatari – visto che all'ultimo incontro erano presenti soltanto il sindaco Marcello Risi e la consigliera Mirella Bianco. Ma tutti gli altri dov'erano? I consiglieri e gli assessori non sono forse le persone che dovrebbero rappresentare tutti i cittadini, o gli artigiani sono di serie B?”
Nell'incontro si discuteva del documento presentato a tutti i consiglieri comunali e che riguarda la situazione di stallo dei megaprogetti per la costruzione dei villaggi lungo la costa.
“Il sindaco ha spiegato illustrando la situazione difficile e critica riguardo tutti i piani di comparto a causa delle decisioni della regione – dicono i rappresentanti delle piccole ditte artigiane di Nardò – anche se in passato il Comune ha adottato i piani di intervento dando l'avvio ai procedimenti”.
Al di là di meriti e ostacoli, secondo gli artigiani di Nardò gli interventi produttivi turistici di grande portata, quali i villaggi come Sarparea e Cafari, potrebbero essere gli unici in grado, oggi, di dare respiro ad artigiani ed imprese locali. “Ovviamente - chiariscono – se realizzati con criteri sostenibili e il più possibile compatibili con il territorio”.
Anche le soluzioni prospettate dal primo cittadino, Marcello Risi, lasciano insoddisfatti gli artigiani: “l'aumento del dieci per cento delle cubature degli immobili lascia il tempo che trova visto che la crisi non è solo nostra – continuano gli artigiani – ma anche di gran parte della popolazione. Tanto è vero – continuano dalla Società operaia “Giovanni Zuccaro” - che ci sono molte abitazioni e locali invenduti a causa della crisi ma è anche vero che pochi hanno i soldi per ampliare i propri immobili anche perché le somme a titolo di oneri comunali da versare per procedere all'ampliamento non sono certo minime”.
Infine l'ultima rimostranza, contro maggioranza “aiutata” dal Pdl: “il Comune – dicono – ha scelto di affidare ad una società tutti i lavori appaltabili, dal verde pubblico alla manutenzione degli immobili, a quella delle strade, dei marciapiedi e degli edifici pubblici”. L'Amministrazione, come si sa, ha dato corso ad una gara per questi servizi chiedendo l'utilizzo di 14 ex Lsu senza lavoro da tempo.
“Non vogliamo entrare nel merito della decisione politica – dicono gli artigiani – ma non vogliamo nemmeno essere presi in giro. Nei prossimi cinque anni, infatti, gli spazi si chiuderanno del tutto per noi e non potremo piantare neppure un chiodo per conto del Comune”.
Insomma la disperazione impera ma la stoccata finale la danno sempre loro: “la politica è sempre più distante da quelle che sono le esigenze dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori. Se poi scopriamo che invece di aiutare le imprese l'Amministrazione incrementa il fondo dei dirigenti di 150mila euro, allora non possiamo che lasciare all'intelligenza di chi legge le conclusioni da trarre”.