Cronaca

Non regalateci mimose, oggi. Con Natascha Lusenti *FOTO*

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NARDÒ/RESTO DEL MONDO - L'8 marzo, come ben saprete, si festeggia la donna. Non stiamo qui a raccontarvi tutta la storia, diamo per scontato che i lettori della portella siano studenti diligenti e che abbiano fatto i compiti a casa. Vi proponiamo in questo trafiletto la nota di una giornalista, Natascha Lusenti, che condensa in poche righe come la donna dovrebbe essere considerata e cosa dovrebbe ricevere, non solo un fiore, non solo oggi che è la sua festa. D'altronde, a cosa serve una mimosa se poi non le diamo tutto il resto?

Natascha Lusenti
Questa mattina mi sono svegliata
, di Natascha Lusenti

Questa mattina mi sono svegliata e ho pensato a una mia amichetta dei tempi delle medie, quando sull’autobus parlavamo di cartoni animati e di film e delle partite di hockey su ghiaccio. Si chiamava Isabella e mi torna in mente ogni volta che incontro una ragazza con questo nome. Mi è rimasto nella memoria il suo modo dritto di essere quello che era. Non era bella, non era aggraziata, non era magra, non andava particolarmente bene a scuola. Non piaceva ai ragazzi e loro non piacevano a lei. Quando la prendevano in giro, si difendeva. Non l’ho mai più rivista e mi sono chiesta spesso che donna è diventata.

Ho pensato a lei a novembre, quando a Roma è morta una Isabella. Aveva 34 anni ma il cuore stanco di una vecchia che si è fermato, sulla banchina di un treno. Era sposata, e ho letto che amava suo marito. Aveva quattro figli, e ho letto che avrebbe fatto di tutto per loro. Lavorava in un bar, e ho letto che ogni giorno doveva prendere un autobus e due linee della metropolitana.

Sui mezzi pubblici guardo sempre le facce della gente. I loro occhi, le rughe, le mani. Cerco di immaginarmi la loro storia. Chissà se ho mai incontrato Isabella. Oggi sarebbe stata la sua giornata. Ed è la giornata di Soosan, che ha 23 anni e scrive canzoni rap in Afghanistan. I maschi la chiamano “mentalmente disturbata”, qualcuno la minaccia di morte, ma lei va avanti per dare voce alle donne del suo Paese. Oggi sarebbe stata la giornata anche di Eliza, che aveva 25 anni ed è morta ammazzata. I suoi resti li hanno dati ai cani e il suo amante è in galera.

Non regalateci mimose, oggi. Oppure, fatelo solo se riuscite a darci anche tutto il resto.

fonte: http://caterpillaram.blog.rai.it