Cronaca

Dopo essere stato condannato non può iscriversi nell’elenco salentino dei buttafuori nei locali

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NARDO' - La singolare vicenda davanti al Tar di Lecce: non può iscriversi all'albo dei "buttafuori".

Il protagonista della vicenda è un neritino difeso dall’avvocato David Dell’Atti, che ha fatto ricorso al Tar contro la Prefettura di Lecce, difesa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, per chiedere l’annullamento del decreto con il quale la Prefettura comunicava al ricorrente il diniego all’iscrizione nell’elenco del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo.

Il provvedimento del Prefetto giungeva dopo la condanna del ricorrente, nel 2009, per il reato di riciclaggio. La legge, infatti, prevede che l’iscrizione nell’elenco degli addetti di sicurezza è subordinata al possesso di una serie di requisiti, tra cui quello di non essere stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per delitti non colposi.

Secondo l'uomo però, il decreto penale di condanna che aveva ricevuto, non poteva essere equiparato alla sentenza, anche non definitiva, richiesta dall’articolo di legge citato. Nei giorni scorsi, però, la prima sezione del Tar di Lecce, presieduta dal giudice Giuseppe Esposito con giudice estensore Claudia Lattanzi, ha respinto il ricorso, precisando che il decreto penale di condanna costituisce un sintetico accertamento del reato che assume il valore di una condanna.

Di conseguenza, deve essere ritenuto legittimo il provvedimento della Prefettura, proprio perché il ricorrente risulta condannato con decreto penale divenuto esecutivo, e quindi non è in possesso dei requisiti di legge per rientrare nell’elenco dei buttafuori salentini.